











06-02-2010

Renata Polverini alla sua prima dichiarazione impegnativa (sulle coppie di fatto e gli immigrati) ha messo nei guai la sua alleanza elettorale e sé stessa: non ha trovato un solo esponente della destra che le abbia dato ragione. Anche il più ingenuo elettore ha capito che il diniego alla tanto osannata candidata del PdL ha il significato di uno stop duro a Fini, suo ispiratore. Non è davvero un modo rassicurante per lei (quanti del blocco berlusconista preferiranno astenersi pur di dare un dispiacere all'incomodo presidente della Camera?). Con tanti saluti per l'appoggio "personale" regalatale da Casini. Ma noi non seguiremo l'esempio dell'armata propagandista del cavaliere contro il PD insistendo sul tasto dei contrasti nel suo schieramento. A noi – e crediamo all'intera popolazione laziale – interessa piuttosto il contenuto del programma, delle intenzioni reali di chi vorrebbe conquistare la Regione. La nostra convinzione è che il Lazio ha bisogno soprattutto di tre cose: evitare la installazione di centrali nucleari, mettere ordine e migliorare la Sanità, moralizzare radicalmente l'uso delle risorse regionali senza cordate speculative e in piena trasparenza dinanzi alla gente. E la cosa più urgente è sapere se la candidata governatrice rifiuta o no il piano governativo sulle centrali atomiche, una delle quali avrebbe la probabilità di nascere (anzi, risorgere) in quel di Viterbo con deposito delle scorie in quel di Latina.
Su questa decisiva questione la Polverini continua a tacere, probabilmente approfittando del fatto che il governo tiene segreto il concreto contenuto della sua decisione. Ma il nucleare è deciso. La questione ha anzitutto un delicato aspetto democratico. Per prima cosa si ribalta la volontà degli italiani che a suo tempo chiusero il nucleare tramite un referendum a schiacciante maggioranza. Poi c'è lo scandalo – non nuovo con l'attuale governo – di tenere all'oscuro il Parlamento. Infine c'è un vera violazione della Costituzione che non prevede di riservare all'esclusiva competenza del governo una materia come questa. Anzi, per quanto riguarda quest'aspetto s'è già registrata la ferma contrarietà di quasi tutte le Regioni per la violazione dell'articolo 117 della Carta che esplicitamente dice: "Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato", e si dà il caso che non è prevista alcuna riserva del genere in materia allo Stato mentre, nel medesimo articolo, si sanziona che spetta alle Regioni la materia di "produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia". Che fine ha fatto il tanto decantato federalismo della Lega?
Ma quel che più conta è la questione: il nucleare conviene ed è innocuo? No, non conviene e non è innocuo. Sulla decisiva questione della salute di tutti noi, chiediamo e continueremo a chiedere alla candidata PdL: sei in grado di replicare a uno che se ne intende, lo scienziato atomico Rubbia, il quale dice: "Non esiste un nucleare sicuro". E aggiunge: "Se proprio si vuole il nucleare si faccia non a base di uranio ma di torio che è dieci volte più produttivo e non si presta a uso di riarmo". Ma il nucleare a firma Berlusconi adotta proprio l'uranio che è poco produttivo, pericoloso e le cui scorie permangono per secoli. Conosciamo le argomentazioni del governo: col nucleare si risparmia il grande deficit di materie prime minerali e si crea occupazione. Tutto falso. In quanto al risparmio ecco la verità: bisogna importare il minerale e tutta la tecnologia per la produzione, costo 7 miliardi di euro per ogni centrale, pari a 40 miliardi complessivi senza contare la spesa per lo smantellamento finale e lo stoccaggio delle scorie. L'occupazione? Si prevedono 25 mila posti-lavoro. Ma ecco che la CGIL con la Lega Ambiente propone un piano globale per l'eolico di eguale capacità produttiva che darebbe lavoro a centomila persone. Ultimo argomento: l'Italia non può rimanere l'unica senza il nucleare. E, ancora una volta, risponde Rubbia: "Dopo l'incidente disastroso del 1978 a Three miles Island gli Stati Uniti non hanno più costruito una sola centrale". Insomma saremmo non un paese che si modernizza ma un paese che azzarda sulla vita e il portafoglio della sua gente.
Aspettiamo una risposta da Renata Polverini.