










28-02-2010

Roma è sicuramente una città difficile e complessa: tre milioni di residenti, svariate migliaia di turisti e pendolari che ogni giorno si muovono in un tessuto urbano fatto di stratificazioni millenarie di inestimabile valore storico-artistico. Che la gestione della mobilità, quindi, sia materia da far tremare le vene ai polsi a chiunque non c'è dubbio.
Anche il sindaco Alemanno non deve dormire sonni tranquilli se nella ricerca di una soluzione al quotidiano caos che anima le strade della Capitale è arrivato a concepire l'idea di permettere a scooter e moto di transitare nelle corsie preferenziali dei bus per snellire il traffico. Palliativo in una situazione già critica, a Roma i bus si muovono come lumache, 12km/h di velocità media, ed intasare le loro corsie preferenziali con i mezzi a due ruote non sembra una soluzione geniale. La proposta, che ancora non si sa se diventerà un'ordinanza comunale, sembra dunque una goccia in mezzo al mare di lamiere e smog che attanaglia la Capitale.
Dallo stesso Piano Strategico per la Mobilità Sostenibile, presentato dal Campidoglio lo scorso settembre il quadro appare quasi disperato. In città ogni giorno (feriale) si effettuano circa 7,1 milioni di spostamenti, di cui circa 6,15 milioni da parte dei residenti, solo per il 27% con il sistema di trasporto pubblico e per il 67% con mezzi di trasporto individuali (auto 52% e motoveicoli/motocicli 15%) mentre il restante 6% sono spostamenti pedonali. Ai residenti si aggiungono i pendolari che per il 48% degli spostamenti utilizzano l'autovettura privata, per il 10% la moto e per il 42% i mezzi pubblici. Tutto questo traffico genera un altissimo inquinamento dell'aria – a Roma dall´inizio dell´anno il limite dei 50 microgrammi per metro cubo di polveri sottili Pm10 è stato superato in 82 occasioni – e fa perdere ai cittadini circa 135 milioni di ore all'anno nella congestione delle strade.
Come uscirne? Disincentivando il più possibile l'uso del mezzo privato (da ricordare che Roma ha un rapporto altissimo tra automobili e abitanti, quasi 1/1, 2,7 milioni di residenti e 2,6 milioni di veicoli a motore) e potenziando il trasporto pubblico, verrebbe da dire. E anche la giunta Alemanno pare abbia in mente la stessa risposta. Il Piano strategico citato, infatti, sembra andare in questa direzione: si propone di dare un nuovo assetto al sistema romano dei trasporti, per garantire "mobilità, sicurezza e salute" attraverso più trasporto pubblico su ferro e gomma, traffico più fluido e tempi di percorrenza ridotti, meno inquinamento atmosferico e acustico.
Benissimo, se non fosse che nel Piano non sono altrettanto chiare le fonti di finanziamento per realizzare i progetti proposti, ma soprattutto se le azioni attuate ad oggi dall'amministrazione Alemanno non fossero andate nella direzione opposta. Basta ricordare il depotenziamento della sosta tariffata che è (era) uno dei deterrenti più efficaci all'uso del mezzo privato, ma che con le attuali tariffe ridotte (4 euro al giorno e 70 mensili) scoraggia molti meno automobilisti, tanto che alcuni quartieri del centro, vedi Prati, sono piombati in un caos insostenibile. Così come la riduzione delle fasce orarie di chiusura delle ZTL, che va contro ogni prospettiva di ampia e duratura pedonalizzazione del centro storico, che lo renderebbe molto più vivibile per residenti e turisti e facilmente percorribile per i mezzi pubblici. In questo senso è molto chiaro e indicativo il Piano strategico che dice: "La principale azione da esplorare è una politica di accesso aperta in tutte le aree della città ma limitata e/o progressivamente onerosa secondo un principio che, rispetto alla situazione attuale, garantisca maggiore equità per tutte le categorie di cittadini, pur salvaguardando le esigenze della popolazione residenziale". Che tradotto vuol dire che per circolare liberamente in tutta la città basterà pagare.
E come dimenticare l'idea (mai del tutto abbandonata) di costruire un secondo raccordo anulare all'esterno dell'attuale, un'opera ciclopica con un impatto ambientale difficilmente calcolabile che farebbe aumentare esponenzialmente. il traffico automobilistico intorno e verso la Capitale. Come proposto, invece, recentemente dai Verdi nel loro programma di sostegno alla candidatura Bonino alle regionali, si potrebbero riconvertire parte degli investimenti destinati a quest'opera per potenziare metropolitane, ferrovie cittadine, nuove tramvie, nuovi filobus car e bike sharing.
E non sarebbe male investire anche nella manutenzione stradale, visto che muoversi a Roma è anche molto insicuro: ci sono circa 55 incidenti e quasi 1 decesso al giorno. Sicurezza che ha molto a che fare anche con le condizioni penose in cui versano le strade, annoso problema che proprio in questi giorni il sindaco prova a risolvere emanando un'ordinanza che prevede multe fino a 500 euro per le ditte che non eseguono correttamente i lavori di ripristino del manto stradale. Ma forse invece delle multe sarebbe meglio escludere le ditte inaffidabili dai prossimi appalti...