:: CONFRONTI ::
Lettera a Emma: ti rimprovero quell'atto di partito, ma so che saprai esprimere tutto lo schieramento democratico

Stampa articolo
Rosanna Pilolli

06-03-2010

Gentile Signora Bonino,
Lei ed io abbiamo avuto, da sempre, storie politiche diverse. Tuttavia il fatto che voterò per lei, per la prima volta, nella prossime elezioni regionali di primavera, mi induce a vincere ogni riservatezza caratteriale ed a scriverle per farle presente alcune perplessità. Anche io, come lei, provengo orgogliosamente da una grande storia politica che mi ha portato ora, con le evoluzioni dialettiche dei tempi, nel Partito Democratico al quale mi onoro di appartenere; il maggior partito della coalizione che sostiene la sua candidatura come futura (ce lo auguriamo tutti) governatrice della Regione Lazio. Dunque, ripeto, secondo un'etica politica condivisa e confermata, voterò il suo nome con convinzione leale e piena.
Lei, comunque, nel suo diverso orientamento politico, non è mai stata per me, un'estranea. Insieme affrontammo quella nuova stagione di diritti civili che fecero dell'Italia, negli anni settanta, un paese più moderno e più giusto. A quelle lotte di allora aderimmo, noi donne della sinistra, con tutta la nostra carica politica e di passione civile portando sulle nuove posizioni i nostri partiti che in quel momento storico erano impegnati nelle grandi e generali tematiche del lavoro e dello sfruttamento e quindi meno attenti ai diritti del singolo.
Ci siamo ritrovate di nuovo, signora, in questa nuova stagione, a parlare di testamento biologico, di dignità del malato, di ossequio alla Carta Costituzionale che consente il rifiuto di cure mediche non accettate, di fecondazione assistita e di altro ancora.
Per tutte queste ragioni ho accolto la notizia della sua candidatura con piena convinzione democratica considerando più il suo valore personale che non la sua stretta appartenenza politica. Un volto pulito, legale, attento, coerente. In questi tempi di tangenti e di arresti, una lunga storia di coerenza e di etica.
Così ho "affacciato" qualcosa di giallo alla finestra così come lei aveva chiesto, ho acquistato una sciarpa dello stesso colore (che difficoltà trovare il giallo in pieno inverno) e mi sono sentita in una situazione quasi "letteraria", con i colori "della dama" addosso, come in una moderna ordalia nella quale saranno, fortunatamente, i voti (si spera ragionati) della gente a decidere il vincitore.
L'ho applaudita al Teatro del Vascello di Roma per l'apertura della campagna elettorale della coalizione anche se mi era sembrata un po' sopra le righe la sua ripetuta rivendicazione di orgogliosa appartenenza al partito radicale, quasi a prendere le distanze da quegli applausi di altra provenienza politica e dalla coalizione dei partiti che stava sostenendo la sua candidatura, ai quali si riferiva la maggioranza degli intervenuti. Subito dopo l'ho doppiamente applaudita nella "storica" Sala Umberto del centro città per l'incontro che lei ha voluto con le donne con le quali ha inteso intessere un discorso politico particolarmente rispondente.
Ho anche applaudito la sua decisione di non imbrattare i muri della città negli spazi non previsti dalle norme per la propaganda elettorale e la conseguente scelta di apparire davanti agli occhi dei cittadini in misura molto minore di quanto non sia apparso il tailleur "in carriera" di Renata Polverini ed il suo slogan di sicura compagnia politica con ciascun elettore.
Ed avrei potuto ancora applaudire la lotta da lei annunciata contro la illegalità, per la parità di diritti elettorali di tutti i partiti, se non fosse stata espressa e rinforzata da quel tipico digiuno (radicale) della fame e della sete prolungato e drammatico che è costato la sua assenza da momenti programmatici importanti ed ha contratto fortemente i tempi di una campagna elettorale serrata dal primo momento, difficile e spesso aggressiva della quale lei, mi perdoni se lo ricordo, è la "espressione di riferimento" dei gruppi politici che la sostengono. E già la sua avversaria da tempo aveva iniziato la sua solitaria e formidabile marcia di propaganda. Un silenzio in più non ha giovato.
Quindi quella fase no, non ho potuto proprio applaudirla. Troppo individuale, lontana da quelle regole di "insieme" politico che consentono alle buone idee ed alle persone di valore di passare tra la gente e di vincere.
Mi sono rinfrancata ora, per la necessaria sospensione del suo digiuno solitario, per il suo stato di salute in via di recupero e quindi per la rinnovata forza che certamente lei metterà nella ripresa a pieno ritmo dell'enorme lavoro al quale anche tutta la coalizione si è sottoposta dal primo giorno, quotidianamente e con dedizione appassionata per portare la sua candidatura al successo pieno che indubbiamente merita per le capacità che le riconosciamo. Che tutti le riconoscono.

Pontediferro.org Il settimanale della Capitale. Notizie dal Municipio XV e dal quartiere Marconi di Roma
Politica | Società | Economia | Esteri | Scienza e cultura | Città e quartiere | Attualità | Confronti | Calandrino | Lettere | Galleria fotografica

Testata registrata presso il Tribunale di Roma Nr. 448/2002 del 23/07/2002 Anno di fondazione: 2002 - Pubblicato a Roma, via E. Barsanti, 25
Proprietario: Giuseppe Visone - Direttore Responsabile: Enzo Roggi - Webmaster: Emiliano Antonelli, Giuseppe Visone Äîñêà îáúÿâëåíèé Îáíèíñê