










24-07-2010

Ancora una volta, in una occasione importantissima per la vita di Roma quale è quella del sospirato (perché in forte, incomprensibile ritardo) bilancio per l'anno finanziario in corso, il sindaco Alemanno non ha fatto mancare la sua "griffe" punitiva nei confronti della Capitale e soprattutto dei cittadini ai quali, in campagna elettorale, aveva assicurato un futuro economicamente radioso e socialmente sicuro. Ma c'è la crisi! Che viene invocata di continuo, anche a sproposito, come l'antico Fato al quale nessuno può sfuggire per chiudere la bocca ad ogni critica. Dunque è obbligatorio prendere in mano la scure cieca ma purtroppo affilatissima dei tagli indiscriminati. E quindi sono state poste in atto menomazioni vistose al funzionamento dei servizi essenziali dei Municipi di Roma.
Alla città, stremata dal caldo e dalla incuria dello staff che la governa, si è aggiunta una nuova pietra negativa. Dopo i tagli disposti, vere e proprie ferite al cuore, Roma vedrà le prossime stagioni con difficoltà maggiori. Non sarà facile godere di un bello spettacolo o vedere un buon film. Le scuole saranno meno accoglienti per la diminuita manutenzione, i legami sociali e d'integrazione risulteranno indeboliti
La cronaca romana ha già pubblicato l'entità generale dei tagli.
Prenderemo ad esempio, nel dettaglio, uno dei Municipi della Capitale più estesi e con una densità di popolazione particolarmente elevata: il XV. Si tratta, come tutti sanno, di un'area cittadina vastissima che inizia, dopo gli Orti di Cesare, a ridosso della Stazione di Trastevere, con il quadrante Marconi, zona popolosissima, passata negli anni da quartiere di scorrimento a quartiere urbano in piena regola secondo l'idea di città "policentrica" maturata durante gli anni delle giunte di centro-sinistra. Si estende poi verso Magliana, quartiere noto un tempo come sede di fosche leggende metropolitane ed ora ristrutturato profondamente. Vi sono poi i quartieri di Corviale, Corviale bis, Trullo, Ponte Galeria e Muratella, zone di ampia periferia per le quali, purtroppo, ora è interrotto il processo di riavvicinamento a criteri urbani migliori. Un Municipio che è retto da anni da una Giunta di centro-sinistra riconfermata anche nelle ultime elezioni comunali.
I tagli che riguardano il XV, con sofferenza maggiore dei suoi quartieri più difficili socialmente ed economicamente, ammontano in media al 23,64%. Una percentuale troppo alta per essere agevolmente sostenibile.
Questa la distribuzione del negativo:
– al comparto delle attività culturali, sportive ed a favore delle donne, la scure capitolina si è abbattuta per il 100%.
– meno 100%, pari a meno 4.000 euro, rispetto allo scarno deliberato del 2009 a favore delle donne
– meno 92%, pari a meno 49.000, per le attività sportive
– meno 87%, pari a 192.500, per le attività culturali
– eno 63%, pari a 12.500, per le attività destinate ai giovani.
Nel frattempo sono aumentate le risorse comunali per quei dipartimenti ed assessorati meno legati all'associazionismo locale, maggiormente inclini al centralismo ed a una maggiore discrezionalità nell'attribuzione dei fondi.
Il penoso balletto dei tagli e la conseguente sofferenza hanno toccato violentemente la manutenzione scolastica del XV Municipio già provata dalla cosiddetta riforma Gelmini.
Ecco i numeri della minore funzionalità rapportati, come i precedenti, al deliberato del 2009:
– meno 22%, pari a meno 40.378 euro, per la manutenzione degli asili-nido
– meno 51%, pari a meno 180.230, per la manutenzione delle scuole per l'infanzia
– meno 55%, pari a meno 248.420, per la manutenzione delle scuole primarie
– meno 49%, pari a meno 190.470, per la manutenzione delle scuole medie.
E intanto aumentano i contributi per i nidi, per i trasporti e per le mense scolastiche.
E sono in arrivo altri ticket sanitari.
Dunque ecco la nuova Roma che i cittadini attendevano. Già capitale morale del mondo, regredita ora sotto tutti i punti di vista. E per questa ragione oggi meno europea.