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La Corte Suprema salva l'Obamacare: è una legge imperfetta ma legale

Lettere dall'America

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Domenico Maceri*

08-07-2012

Soltanto pochi minuti dopo avere annunciato che la Corte Suprema aveva abrogato la riforma sanitaria varata dal governo nel 2010, Fox News e CNN hanno dovuto fare marcia indietro perché era avvenuto esattamente il contrario. Con cinque voti "Sì" e quattro "No", la Corte ha invece confermato la cosiddetta legge Obamacare. I pronostici erano diversi e forse per questo le due reti televisive hanno anticipato i tempi per essere i primi a dare l'annuncio.
Otto dei giudici hanno confermato le aspettative votando secondo la loro reputazione di conservatori o liberal ma John Roberts, il presidente della Corte, ha sorpreso tutti votando per la conferma. Si credeva che l'ago della bilancia sarebbe stato il giudice Anthony Kennedy, come è avvenuto in non poche occasioni. Roberts ha spiegato che il conflitto fondamentale verte sull'obbligo di acquistare la polizza assicurativa, il cosiddetto individual mandate, che nella sua interpretazione non è altro che una tassa. La legislazione ha il diritto di imporre tasse e per Roberts la riforma è stata convalidata.
Il concetto del mandate come tassa era stato accennato anche da Donald Verrilli, procuratore generale di Obama, nelle audizioni con la Corte suprema sulla riforma sanitaria. Verrilli era stato criticato per aver dato l'impressione di poca competenza, ma alla fine il suo ragionamento sul concetto tasse avrà salvato la riforma.
Non per molto tempo, se Mitt Romney sarà eletto. Nonostante il fatto che la riforma di Obama sia stata basata su una simile legge del Massachusetts firmata da Romney da governatore dello Stato, l'ormai vincitore della nomination repubblicana ha dichiarato che da presidente abrogherà immediatamente la legge.
Si tratta, secondo Romney e la destra in generale, di una legge che offre al governo il completo controllo della sanità e che costerà un sacco di soldi. La realtà è diversa ma la macchina mediatica repubblicana è stata efficiente a demonizzare la nuova legge convincendo una leggera maggioranza degli americani che andrebbe abrogata. Un recente sondaggio NbcNews/Wall Street Journal ci dice che il 41 percento non favorisce la legge, il 35 percento sì, e il 24 percento è indeciso.
La legge non è perfetta ma fa notevoli passi avanti a offrire copertura assicurativa a una buona fetta dei 53 milioni di americani che al momento devono fare senza. Alcune delle modifiche sono talmente popolari che non poche compagnie di assicurazioni hanno detto che le metteranno in pratica senza considerare il risultato della Corte Suprema. Per esempio, la nuova legge sostiene che i figli potranno essere mantenuti nella polizza dei genitori fino all'età di ventisei anni invece dell'attuale diciotto. Inoltre, le compagnie di assicurazione non potranno più rifiutare di offrire polizze a chi è già in condizioni di salute precaria né fissare un tetto di spese mediche per un paziente.
Le legge include anche un ampliamento del Medicaid, la sanità governativa per i poveri, che offrirà nuova copertura a 17 milioni di americani, crea dei gruppi chiamati "exchanges" che offriranno assicurazione a individui con grossi rischi di salute, e alla fine coprirà il 94% di tutti i cittadini. Saranno esenti dall'obbligo di possedere assicurazione gli undici milioni di clandestini e i membri di due gruppi religiosi, l'Old Order degli Amish (80.000 membri) e l'Old Order dei Mennonites (14.000 membri).
Il concetto fondamentale però rimane un sistema capitalista dove gli americani saranno obbligati ad avere assicurazione, comprata per loro dai datori di lavoro o individualmente. Non si tratta dunque di un sistema di sanità stile europeo come hanno accusato i repubblicani.
Obama dopotutto non è un "socialista", come viene spesso descritto dai mass media di destra. Infatti, nella campagna presidenziale del 2008 era contrario all'idea del mandate. Ha dovuto cambiare idea perché senza l'obbligo per tutti gli americani ad avere l'assicurazione o pagare una multa del 2 percento del reddito (la tassa) i conti non quadrano. Se il sistema deve funzionare, tutti devono contribuire perché la legge dice che i pronto soccorso non possono rifiutare nessuno. I costi di quelli senza assicurazione devono essere passati a quelli con copertura, mediante prezzi più alti. Si calcola, per esempio, che una famiglia media americana debba pagare 1.000 in più per aiutare a coprire quelli senza assicurazione. Inoltre, le compagnie di assicurazione hanno bisogno di un numero molto più amplio per ridurre i loro rischi considerando i freni che gli verranno imposti dalla nuova legge.
Il popolarissimo conduttore radiofonico di destra, Rush Limbaugh, aveva detto che se la legge sulla sanità fosse stata mantenuta lui se ne sarebbe andato in Costa Rica. Il povero Limbaugh non sa che nel Paese centroamericano esiste l'assicurazione medica governativa per tutti. Coloro i quali vedono la riforma di Obama come un sistema governativo ignorano la realtà, esattamente come fa Limbaugh.

*Docente di lingue presso l'Allan Hancock College, Santa Maria, California (dmaceri@gmail.com)

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