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"La rivoluzione della luna" di Andrea Camilleri, un caso storico di buon governo al femminile

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Rosanna Pilolli

16-06-2013

In tempi di femminicidio un libro al femminile, dedicato alla "natura" profonda delle donne è non soltanto un atto controcorrente, ma anche una metafora. Lo ha scritto Andrea Camilleri (ed. Sellerio – euro 14,00): è "La rivoluzione della luna". La protagonista del romanzo si trova, nella Sicilia del 1600, a "fissare" un tratto breve di storia, come Viceré dell'isola. Breve. Appena il ciclo della luna, sorella delle donne, ventotto giorni eppure sufficienti ad incidere a fondo nel marcio di una realtà corrotta. Una rivoluzione, dunque. I personaggi femminili dei romanzi di Camilleri, le "signore" o le umilissime puttane, le anziane, oppure le giovani grondanti di entusiasmanti splendori carnali (il sesso non è un tabù e non conosce mai, nella prosa dello scrittore, inutili trivialità descrittive), sono trattati con mano gentile e nello stesso tempo sanguigna, carica di passione e di ammirazione. Archetipi. Paritaria e indiscussa "metà altra del cielo".
Andrea Camilleri ha sempre scritto romanzi "politici", o – se il termine è considerato "forte" – opere narrative sociali, toccando di volta in volta, ad esempio, nelle conosciutissime inchieste del Commissario Montalbano, il nervo più scoperto, nell'attualità del momento, il problema che maggiormente si è evidenziato nelle cronache di una società, la nostra, dalle caratteristiche sempre più allarmanti. E non ha mancato di fare incursioni nella storia della sua isola, la Sicilia, con i racconti-metafora di quegli aspetti penetranti del passato che possono condurre fino al nostro oggi. E' questo sembra, il caso de "La rivoluzione della luna". Come sempre l'autore si è servito di quella forma di dialetto "mediterraneo" che chiunque sia nato nel Sud d'Italia porta dentro di sé e comprende immediatamente.
Il romanzo prende lo spunto da un avvenimento storico certo. Sicilia del 1677, come si è detto, governata da un Viceré inviato dal Re di Spagna, "padrone" di quelle terre. Nella cronologia di questi reggenti reali risulta che alla morte di uno di essi, don Angel de Guzman, suo successore fu un cardinale: Luis Fernando di Portocarrero. Ma in realtà venne commessa, inspiegabilmente, o troppo "spiegabilmente" come ci dice Camilleri, con chiara allusione alla cultura vigente, (non soltanto nella Sicilia del 1600) una grave omissione. Don Angel morì alla presenza dei suoi corrotti e pirateschi ministri, ma, con sorpresa di tutti si seppe che aveva lasciato un testamento. Doveva succedergli la giovane moglie: donna Eleonora di Mora. Una successione a tempo determinato il cui decorso sarebbe stato deciso dal desiderio indiscutibile del Re. La successione privata da Viceré a Viceré non era una novità. Infatti non era la prima volta che veniva indicato dal titolare, in caso di morte, come suo erede al trono palermitano un parente stretto. Qualche anno prima, ad esempio un Viceré, morendo, aveva nominato alla ambita carica addirittura il proprio figlio causando non pochi risentimenti nel Sacro Collegio, ossia nel consiglio dei Ministri reggitori del vicereame siciliano. Anche nel caso di don Angel vi furono risentimenti. Si giunse addirittura allo sdegno da parte dei pomposi dignitari i quali, dopo alcuni tentativi falliti di invalidazione della nomina, dovettero accettare questa successione assolutamente "anomala" che vedeva l'Isola governata da una donna giovane e affascinante e (lo si vedrà subito) dotata di cervello e di rigore etico.
Il racconto storico, arricchito e moltiplicato dalle libertà creative dell'autore, profondo conoscitore della realtà siciliana, segue il ciclo della luna. Donna Eleonora resterà in carica ventotto giorni, durante i quali attuerà una indispensabile "rivoluzione" in quella seicentesca Palermo nella quale "tutto era lecito tranne ciò che era lecito". Il governo dell'isola completamente corrotto. Guasto fino all'indecenza sociale. Ruberie di ogni genere, malversazioni, assenza totale di un'etica sociale. Il tutto ammantato da un apparato sfarzoso di maggiordomi, maestri di casa, uno strisciare di riverenze, di inchini per sollecitare favori, ordire complotti, organizzare turpitudini di ogni genere a danno della gente più indifesa e miserabile. A danno delle giovani orfane costrette alla prostituzione, fino al delitto delle ragazze stesse, dopo la loro profanazione e lo stupro, ingravidate dai nobili clienti. Oggetti che non potevano più essere utili al " mercato della carne umana" e quindi andavano soppresse dopo aver subìto, ancora una volta, violenze di ogni genere, in pasto ai sicari incaricati degli omicidi e delle sepolture.
L'illegalità diffusa dunque, era l'identità del Sacro Regio Collegio che aveva approfittato bassamente del Viceré don Angel che una malattia aveva reso enorme, elefantiaco, politicamente inerte al punto di non potersi più muovere in alcun modo per morire, infine, in pieno consiglio mentre i suoi Ministri, fingendo che fosse ancora vivo, firmavano a suo nome concessioni di ogni tipo e assegnazioni di ricche rendite e di proprietà strappate ad altri.
La sua vedova, donna Eleonora, fin dalla sua entrata in azione si presentava completamente diversa. E' notturna non solare. Il suo sguardo nerissimo porta con sé bagliori oscuri di tempesta. Dolcissima nella voce e nei modi eppure fredda come la luna che l'accompagnerà nel suo breve governo. Eppure il veloce giro nello Zodiaco del silenzioso satellite sarà sufficiente a questa gran "femmina Viceré" per riparare gli abusi dei ministri, per risollevare le donne dalla umiliazione e dalla vergogna, per fissare il giusto prezzo del pane e avviare consistenti riforme per le famiglie povere e per la manodopera operaia. Indicherà, donna Eleonora, con nuove leggi, il cammino da percorrere verso la giustizia sociale. E infine applicherà quelle disposizioni che erano già scritte nei codici dell'isola ma che venivano puntualmente ignorate. Una rivoluzione, dunque, dal nome di donna toccata dalla pienezza del soffio di un delicato amore "a rovescio" nel quale sarà, una volta finalmente, il giovane innamorato a seguire lei nella sua patria spagnola.


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