:: LETTERE ::
Ricordo di Sandro. Mente critica, acuta e libera

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la redazione di Pontediferro

22-02-2014

La redazione del nostro giornale con il direttore Giorgio Frasca Polara, e i compagni dell'Associazione "Amici di Pontediferro" vogliono offrire un ricordo di Alessandro Casadei, che ci ha lasciato per sempre da qualche giorno, ai lettori di "Pontediferro", alla Direzione e al personale tutto della Biblioteca Marconi, a tutti quelli che lo hanno conosciuto apprezzandone le doti di umanità e d'intelligenza delle cose.
Sandro aveva dato vita tredici anni fa, sotto la guida di Enzo Roggi, e l'adesione di un piccolo gruppo di volontari, alla pubblicazione on-line di "Pontediferro", il nostro giornale d'informazione politica e culturale, di spinta progressista, controcorrente e diretto, indipendente. Che si proponeva ai lettori del quartiere e non solo, in uno dei tanti momenti difficili della storia del nostro Paese.
Sandro era un elemento prezioso per il giornale. Polemista nato, costituiva la voce critica ma costruttiva della redazione. Durante le riunioni, seduto accanto ad Enzo, seguiva le proposte di ciascuno immettendo osservazioni acute che aprivano nuovamente la discussione anche sugli aspetti che sembravano ormai superati. Sapeva essere, con un sottile divertimento appena percettibile, volutamente urticante e nello stesso tempo elegante ed amabile, un amico, un compagno sensibile e sempre interessato alla evoluzione del giornale che seguiva con grande precisione, elaborando eccellenti statistiche sul gradimento del pubblico on-line. Di idee politiche avanzate, moderne, mai tifoso di questo o quel personaggio, da militante del PCI e sindacalista CGIL all'ISTAT, aveva seguito le evoluzioni politiche della sua parte ideale aderendo infine al Partito Democratico. Era piacevole incontrarlo sempre curato nell'abbigliamento e nella persona, la sottile barba candida profumata, lungo il Viale Marconi, e intrattenersi con lui sugli immancabili temi ai quali si era appassionato partendo da uno spunto di lettura, da un ricordo, da un brano musicale ascoltato di recente. Amava la musica, Mozart , la sua passione. Aveva dato perfino il suo nome all'adorato gatto. In letteratura i sui "idoli" erano Dante Alighieri, del quale conosceva profondamente la Commedia, e Joyce, l'Ulisse, che non si stancava mai di rileggere e di commentare.
Andava avanti gioiosamente, praticando la metodica intellettuale del dubbio, con "l'ottimismo della volontà e il pessimismo dell'intelligenza". Si era ammalato in modo preoccupante, le gambe, soprattutto le gambe, lo avevano tradito negandogli ogni passeggiata a piedi. Tuttavia non si era lasciato vincere, aveva accettato la sua nuova condizione con spirito ed era tornato ad un vecchissimo amore: la fotografia. Lo si incontrava spesso, nei punti secondo lui più "fascinosi" del quartiere che amava, seduto nella sua carrozzina elettrica, con l'amico Rodel a fianco e la macchina fotografica "super" a tracolla. In questa nuova e diversa "libertà" fotografica esprimeva se stesso, in modo più audace e nello stesso tempo enigmatico. Confessava, nei suoi colori non convenzionali, elaborati, avveniristici, nelle forme sottratte alla luce, nei mixage, la sua realtà interiore spesso drammatica, spesso immersa nel sogno di una nuova più consapevole giovinezza. Pubblicava poi sul web inviando agli amici, ai compagni e al nostro giornale, per l'apposita galleria fotografica, i suoi album tematici di visioni e di sensazioni. Guardarle ancora una volta è un canto e un abbraccio. Sandrino, ciao.


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