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Da Guercino a Caravaggio le perle del Barocco in mostra a Palazzo Barberini

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Rosanna Pilolli

06-12-2014

Con il titolo "Da Guercino a Caravaggio", Roma – capitale del barocco – offre fino all'8 febbraio del 2015 la ricca mostra delle opere dei grandi maestri dei secoli XVI e XVIII. In collaborazione con il Ministero dei Beni culturali, il progetto è stato attuato da Mina Gregori nelle sale della Galleria Nazionale di Palazzo Barberini. Questa mostra unisce l'omaggio di Roma a una grande stagione d'arte all'ossequio per l'opera di Sir Denis Mahon, che di questo periodo è stato studioso di fama internazionale, notissimo anche per la sua collezione d'arte privata, la "più pubblica" al mondo per la numerosissime richieste di presentazione.
L'esposizione è degna della opulenta ricchezza del barocco. Con forza irrompono negli occhi e nella mente di ogni visitatore i dipinti dei grandi pittori della scuola. Caravaggio con un tema cruento ricco di elementi simbolici: l'episodio biblico della decapitazione del condottiero assiro Oloferne compiuta dalla vedova ebrea Giuditta. Fuori dall'ombra dello sfondo balza la fanciulla vestita di bianco, il bel volto attento nel quale si legge la decisione implacabile di uccidere. Il candore dell'abito di Giuditta rappresentava forse il ruolo salvifico della Chiesa. Sembra tuttavia che l'autore sia stato ispirato dalla tragedia della parricida Beatrice Cenci, stuprata dal padre e condannata a morte.
Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino per via del suo accentuato strabismo, è autore della "Madonna del passero", quadro che mostra con un gioco sapiente di chiaroscuri tutta la tenerezza del volto di Maria di Nazareth verso il piccolo animale. I temi di questo pittore, chiamato a Roma dal papa Gregorio XV, si faranno in seguito più arditi. Nel soggetto di Venere, Marte e Amore il riflettore pittorico dell'artista è puntato sulla nudità della dea, sul suo volto carnale, sul ventre opulento simbolo forte della femminilità. I dipinti di argomento mitologico, destinati ai Palazzi della nobiltà, erano considerati diseducativi dalla Curia papale anche se figuravano spesso nelle sontuose abitazioni di alti prelati. L' erotismo espresso dalla cultura del barocco andava censurato come potenziale ispiratore dell'abbigliamento scandaloso delle dame romane, affascinate dai velluti e dalle nudità indiscrete delle immagini.
Il percorso della Mostra della Galleria Barberini prosegue con il celebrato il dipinto di Guido Reni: Salomè con il vassoio sul quale giace la testa di Giovanni Battista. Agghiacciante l'indifferenza della fanciulla che aveva richiesto a Erode la morte del profeta. Di Nicolas Poussin una modernissima scena di guerra. Domenico Zampieri, detto il Domenichino per la sua piccola statura, s' impone con il disegno predominante delle sue opere con i colori raffinati e l'attenzione agli aspetti psicologici dei personaggi rappresentati. Nei temi religiosi il suo interessa è rivolto spesso alle martiri cristiane, Agnese, Cecilia e Maria Maddalena, la peccatrice redenta, l'apostola mai riconosciuta che tuttavia vide per prima il Cristo risorto.


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