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Il Papa nelle Filippine e l'autocritica della chiesa (ma non a tutto c'è risposta)

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Carlo Bernardi

01-02-2015

I cattolici devono fare figli, ma non come conigli. Occorre difendere la famiglia dalle nuove colonizzazioni ideologiche, che attentano alla sua identità e alla sua missione. Che si faccia di più per i poveri, non solo assistenzialismo ma una società equa. Non si può fare la guerra, uccidere in nome della propria religione, cioè in nome di Dio. Questa è un'aberrazione. Credo che la libertà religiosa e la libertà di espressione siano entrambe diritti umani fondamentali. Se un mio grande amico, dice una parolaccia contro la mia mamma, gli aspetta un pugno, è normale. Ogni religione che rispetti la vita e la persona umana ha dignità. La causa principale della povertà è un sistema economico che ha tolto la persona dal centro e gli ha posto il dio denaro. Un sistema economico che esclude sempre i bambini, gli anziani, i giovani, i senza lavoro, e che crea la cultura dello scarto che viviamo. Siamo abituati a vedere persone scartate, questo è il motivo principale della povertà, non le famiglie numerose.
Sembrerebbe, dalle frasi che hanno accompagnato il suo viaggio nelle Filippine, che il Papa sia diventato un liberale illuminista. Qualcuno l'ha anche definito un comunista, ma è stato proprio Francesco a smentire tale appellativo affermando che lui si attiene al Vangelo di Cristo e forse Gesù era un comunista ante litteram, se si vuole dimenticare che parlava agli uomini per salvare le anime e non per procurare agi o benessere materiale. Se non si vuole perciò travisare il ruolo del Pontefice, anche se si chiama Francesco, ci si deve sempre ricordare che è il capo della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, che fino ad oggi ha avuto poco a che fare con il Cristo e i suoi insegnamenti. Tanto è vero che Francesco ha ammesso che la Chiesa ha commesso gravissimi errori in passato, con le Crociate e l'Inquisizione, perché la religione non s'impone, ma si professa. Chi si meraviglia, perciò, di quello che molti ritengono un alternarsi di posizioni più avanzate con altre più conservatrici, vuol dire che non conosce la Chiesa né com'è composta, cioè un misto di poteri diversi stratificati nel tempo da quando il potere temporale faceva del Papa un monarca e i Cardinali erano dei prìncipi con annesse proprietà e influenze sul territorio, piegandolo alla volontà del Papa re o degli imperatori. Purtroppo, la nostalgia del potere attraversa molti degli attuali appartenenti al clero e il Papa non può non tenerne conto se non vuole sfasciare tutto e destrutturare la Chiesa, anche se è impegnato a riformarla.
Perciò non ci si meravigli che Papa Francesco abbia aggiunto: "Mi ha fatto bene vedere tante famiglie numerose che accolgono i figli come dono di Dio, loro sanno che ogni figlio è una benedizione", e poi: "Ho sentito dire che le famiglie con molti figli e la nascita di tanti bambini sono tra le cause della povertà, mi pare un'opinione semplicistica" ne' ci si dovrebbe meravigliare che poi difenda la sua sfera affermando e chiedendo rispetto per tutte le religioni e tutte le fedi. "Ognuno ha diritto di praticare la propria religione senza offendere. D'altra parte ognuno non solo ha la libertà e il diritto, ma anche l'obbligo di dire quello che pensa per aiutare il bene comune, ma senza offendere. Perché è vero che non si può reagire violentemente. Non si può provocare, non si può insultare la fede degli altri, non si può prendere in giro la religione degli altri. C'è tanta gente che sparla delle religioni, le prende in giro, giocattolizza la religione degli altri, questi provocano le persone. Come se il dottor Gasbarri, mio amico, dice qualcosa contro la mia mamma. C'è un limite. E io non posso prenderla in giro. Questo è un limite. Ho preso questo esempio del limite per dire che nella libertà di espressione ci sono limiti come quello della mia mamma".
Dopo aver con forza affermato che non si può e non si deve uccidere in nome di Dio, che cosa si pretendeva dal capo della Chiesa Cattolica? Che forse si possono sbeffeggiare milioni di persone che credono? Si può forse dire impunemente che gli atei e i miscredenti sono degli imbecilli e dei perfetti cretini, senza produrre un'alzata di scudi? Molti credenti e non credenti sembrerebbero non sapere (e forse Spinoza ha parlato a vuoto) che nessuno può affermare con assoluta sicurezza se Dio esiste o se Dio non esiste. E', per tutti, solo una questione di fede e, a parte confronti dialettici che devono sempre essere possibili, la fede va sempre rispettata perché per i singoli spesso è questione di equilibrio psicologico e morale. E' sempre stato così e nessuno che non pecchi di presunzione può ritenere di avere la verità in tasca.
Infine il Papa non ha potuto rispondere alla bambina Glyzelle Palomar di dodici anni, che aveva chiesto: "Ci sono tanti bambini rifiutati dai loro stessi genitori, ce ne sono tanti che diventano vittime, molte cose terribili accadono loro, come la droga o la prostituzione. Perché Dio permette che accadano queste cose, anche se non è colpa dei bambini? E perché ci sono così poche persone che ci aiutano?".
Lei stessa è scoppiata in lacrime mentre pronunciava queste parole, facendo commuovere Francesco, che non ha potuto che replicare: "Oggi ho ascoltato l'unica domanda che non ha risposta. Non le sono bastate le parole, ha avuto bisogno delle lacrime. Al nucleo della tua domanda non c'è risposta: solo quando siamo capaci di piangere sulle cose che hai detto, siamo capaci di rispondere a questa domanda: perché i bambini soffrono?".
E allora ciascuno ha il diritto di praticare la propria religione, senza offendere, liberamente e perciò non si può offendere o fare la guerra, uccidere in nome della propria religione, cioè in nome di Dio, e aggiungerei che non si può né si deve usare e abusare dei bambini, delle donne, degli umili, dei derelitti perché, se anche alla domanda non c'è risposta, queste restano colpe gravissime e imperdonabili, contro tutta l'umanità.
Il viaggio del Papa nelle Filippine, sconvolte negli stessi giorni da un violento tornado, ha messo in risalto l'ipocrisia di molti cristiani che non riescono a piangere di fronte alla sofferenza altrui e che, se anche si commuovessero, ritengono che basti questo o una carità pelosa per mettersi a posto la coscienza e sentirsi in salvo. Forse questo non basta a cambiare il mondo ma sicuramente si riallaccia all'insegnamento di Cristo, pieno d'amore e d'impegno personale, di cui anche atei e credenti sono spesso privi.
Il viaggio del Papa è stato questo e altro, ma noi abbiamo preferito focalizzare gli aspetti che hanno punteggiato il percorso soffermandoci sulle frasi che hanno mostrato meglio la sua personalità, anche se gli elementi di visibilità mediatica non sono stati trascurabili: i sette milioni che hanno ascoltato la messa all'aperto sotto la pioggia, gli applausi ripetuti, specialmente quando Francesco ha abbracciato Glyzelle e il ragazzo salvato dalla strada che ora presta aiuto a chi si trova nelle stesse condizioni in cui si è trovato lui.


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