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Farmacap: come ti liquido un bene pubblico

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Federico Franzò

08-02-2015

La crisi di Farmacap (l'azienda municipalizzata che gestisce le circa 40 farmacie comunali di Roma), come tutti i nodi di cui per lungo tempo non ci si cura, sta arrivando al pettine. La delibera di bilancio 2015 (del dicembre scorso) prevede che l'azienda, in perdita da diversi anni, sia messa in liquidazione per recuperare le perdite: "A decorrere dall'esercizio 2017, come disposto dalla legge di Stabilità 2014, le aziende speciali che presentino un risultato negativo per quattro dei cinque esercizi precedenti saranno poste obbligatoriamente in liquidazione", il punto di vista di Silvia Scozzese, assessore al Bilancio di Roma. Secondo l'assessore, nel 2012 l'azienda ha perso 4,7 milioni di euro, nel 2013 sono stati e 3,1; i dati ancora non confermati per il 2014 vedono un rosso di 5 milioni di euro e anche nel 2015 i conti non andranno bene.
Il Consiglio comunale però si è in questi giorni contrapposto alla Giunta: una maggioranza che ha visto Sel e parte del Pd votare con il M5s, ha rimandato in Commissione il provvedimento di liquidazione, per ulteriori approfondimenti. Alcuni esponenti hanno negato che Farmacap rientri nella casistica prevista dalla legge di Stabilità, chiedendo comunque che si faccia un'istruttoria puntuale per ogni municipalizzata che presenta i conti in rosso, gestendo caso per caso.
Ma la discussione non sembra solo tra le opzioni di liquidazione o privatizzazione. Il caso Farmacap "grida vendetta". I conti delle farmacie comunali sono sostanzialmente positivi, i problemi sembrano discendere più che altro da una gestione non manageriale. Occorre riconoscere che spesso, ed i risultati degli ultimi anni lo confermano, le municipalizzate sono state utilizzate come carrozzoni per far posto a politici senza incarichi e a clientele elettorali. Ma in questo modo anche le aziende più produttive vanno a fondo. Inoltre, si sono spesso usate le risorse di queste aziende (meno vincolate dei comuni in termini di bilancio) per risolvere problemi politici estemporanei, occupandosi di volta in volta di asili infantili, disabilità o assistenza.
Parte del Pd e di Sel si sono detti fortemente contrari alla liquidazione di Farmacap, le cui farmacie spesso sono poste in zone periferiche, dove costituiscono un presidio non solo sanitario, ma sociale. Anche lavoratori e sindacati sottolineano che liquidare Farmacap "non è la soluzione, anzi lascerebbe Roma priva di questa risorsa fondamentale in grado di garantire servizi socio-sanitari essenziali". I lavoratori denunciano anche milioni di euro dovuti ma mai versati dalla regione, che sarebbero riportate da Scozzese come perdite piuttosto che come crediti. La prossima settimana i lavoratori saranno in piazza sotto il Campidoglio per far sentire la propria voce, chiedendo di valorizzare le loro proposte: rilanciare Farmacap trasformandola in un ente fornitore, puntando all'integrazione socio-sanitaria con servizi di prossimità come per esempio assistenza agli anziani, sostegno psicologico, autodiagnostica.
I servizi possibili, nelle periferie romane da cui i privati potrebbero ritrarsi, sono molti e costituiscono un valore sociale cui non sembra politicamente ragionevole rinunciare. La politica riconosca le proprie colpe e non le faccia ricadere sulla collettività; i servizi farmaceutici vengano gestiti con managerialità ed oculatezza, dando a Farmacap la possibilità di funzionare. E infine, che le sinergie di questa struttura siano sfruttate per fornire servizi territoriali alle collettività più in difficoltà. Lo scopo degli enti pubblici non può essere fare utili, ma essere utili, senza spreco di risorse.


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