:: LETTERE ::
Caro Renzi, se ti appoggi alla destra non puoi fare scelte di sinistra

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Giorgio Pierotti

27-02-2016

Non è la prima volta che scrivo al vostro giornale – se vorrete pubblicare anche questa riflessione – e forse la precisazione è superflua, comunque voglio dirlo subito: non ho mai amato particolarmente Renzi. Tuttavia mi accingevo ad apprezzare l'energia con cui sta portando avanti i propri disegni di riforma, che siano in ambito istituzionale, economico o – come nella fattispecie – legati a diritti delle persone.
Finalmente, pensavo, si riuscirà ad approvare una legge sulle cosiddette "unioni civili", che valga per ogni tipo di coppia che abbia costruito insieme la propria vita, senza passare (o poter passare) dal matrimonio. Dopo che il governo Prodi si era bloccato in eterne discussioni tra laici e cattolici (ovvero – per dirla con altre parole – i Mastella, Dini, Dorina Bianchi e Paola Binetti avevano posto i propri veti prima di transitare in partiti centristi o verso il centrodestra), mostrando l'incapacità di trovare una sintesi, sembrava finalmente che invece il decisionismo renziano – non disposto ad accettare alcun freno alla propria azione politica – potesse portare al risultato concreto. Altro che chiacchiere, sinistra parolaia e inconcludente, questo è vero riformismo. Invece – dal mio punto di vista – non è andata così.
Intendiamoci, il Pd si sforza di "vendercela" comunque in continuità con la narrazione del nuovo corso, come l'ennesima riforma e concreto passo avanti. Ed è anche innegabile che in parte sia vero, che finalmente arriva una legge che fornisce nuovi diritti e sana una serie di incongruenze e ingiustizie verso le coppie conviventi. Ma allora perché tante coppie – omosessuali e non – sono arrabbiate e le associazioni lgbt protestano? Perché ci siamo persi un pezzo fondamentale di riforma per strada: ai bambini che crescono all'interno di queste coppie di fatto è stata negata la possibilità di avere – di fronte alla Legge – due genitori. Questi bambini continueranno ad avere un genitore riconosciuto ed un coinquilino, e quando la madre o il padre riconosciuto avranno qualunque tipo di problema, il loro partner non avrà alcun titolo legale per tutelare il figlio che ha – anche lei o lui – cresciuto. Questo si è fatto, negando – per usare l'incomprensibile espressione anglosassone – la stepchild adoption. Continueranno ad esserci bambini che non avranno normali garanzie sociali, riconosciute ai loro compagni di scuola. Anche se, a dispetto del cattivo legislatore, il magistrato competente potrà decidere quando necessario per affido ed adozione nel bene superiore del "minore".
Non è stata solo colpa di Renzi, lo so. Innanzi tutto nello stesso Pd c'è stata una frangia (autodichiarantesi cattolica) che si è sempre opposta alla norma sull'adozione del figlio del partner, sulla stessa linea di tanta destra impaurita dagli omosessuali – ma solo da quelli che hanno smesso di nascondersi ed hanno cominciato a rivendicare diritti. E poi c'è stata la posizione del M5S, ambigua e furbesca. A partire dall'uscita di Grillo, che – dopo aver tante volte attaccato "i partiti" su questo tema, si è tirato indietro indicando sul suo blog – proprio sulla stepchild adoption – libertà di coscienza ai parlamentari pentastellati. Il Pd tuttavia non ha in quel momento rinunciato alla Cirinnà, ha perseguito la strada dell'accordo parlamentare con i cinquestelle, fino al famoso accordo ufficioso sul "supercanguro" poi smentito all'ultimo momento dopo l'astuto ritiro di 4.500 emendamenti da parte della Lega. E qui si va proprio sul tecnicismo parlamentare, ma mi domando: non era possibile affrontare la discussione parlamentare senza l'emendamento supersemplificatorio? Possibile che ormai il Parlamento sia condannato a sancire decisioni e trattative fatte altrove, attraverso un voto secco e scontato, come un voto di fiducia? Non è difficile immaginare che i cinquestelle abbiano cambiato idea (prima sull'adozione del configlio e poi sul supercanguro) non per coerenza ma per opportunismo, cercando di mettere in difficoltà il Pd. Ma come fa Renzi a rivendicare di aver "rischiato l'osso del collo" con la fiducia, quando è andato al voto dopo aver trattato e accontentato cattolici Pd e gli altri partiti di destra che stanno al governo e sostengono la maggioranza, come Ncd di Alfano e il nuovo venuto Verdini, che ha votato la fiducia? Coraggioso sarebbe stato sfidare i cinquestelle al voto parlamentare, vedere se sarebbero stati capaci di non approvare la stepchild adoption dopo aver giurato più volte (come ha fatto Di Maio in tv) che si sarebbe potuto approvare la legge in 3 giorni. Invece questa parte l'ha stralciata il Pd.
Proprio di questo accuso Renzi: non ha in questi due anni di governo mostrato vero coraggio, per ogni tipo di riforma si è messo al tavolo prima con Berlusconi, oggi con Verdini, che ufficialmente stanno all'opposizione. Forse sono più affidabili dei cinquestelle? Sì, ma per fare politiche di destra.


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