:: ECONOMIA ::
Forse sono troppe le "lepri" finanziarie sotto il tiro del ministro Padoan

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Andrea Lijoi

23-10-2016

Fuoco incrociato dell'opposizione e dell'UE sulla legge di Bilancio predisposta dal governo. Una manovra "elettorale" fatta di promesse incongrue e senza copertura finanziaria, secondo l'opposizione. Una proposta di manovra da 27 miliardi che il commissario europeo per gli Affari monetari Pierre Moscovici giudica debole dal punto di vista della complessiva compensazione tra spese ed entrate, in particolare sul versante del reale computo nelle entrate di sanatorie ed una tantum, e non è d'accordo sulla previsione del deficit al 2,3% dicendo che "non è il numero che avevamo concordato [che era 2,2%, ndr]". Occorre in merito precisare che era giunta la scorsa settimana anche la stroncatura sulle stime economiche della manovra da parte dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio, divergenza rientrata dopo lo scambio più puntuale dei dati con gli Uffici del governo concordando infine sulla stima del DEF della crescita del Pil nel 2017 all'1%.
"Cui dui liabura vola u' m'acchiappa, una li fuja e l'atta li scappa" ("Chi due lepri vuole prendere, una gli sfugge e l'altra gli scappa")! La vecchia massima (citata in "andreolese", ossia nel dialetto del ridente paesino calabro S.Andrea Jonio, per via della rima baciata... ma anche per non dimenticare gli idiomi minori) si adatta bene al pensiero esplicitato o meno dei critici della manovra che vede Matteo Renzi come un prestigiatore inconcludente che opera con i trucchi per far quadrare i conti. Ma vediamo quali sono per chi pone le contestazioni i prevalenti "trucchi" escogitati dal governo Renzi.
La chiusura di Equitalia e la "rottamazione" delle cartelle esattoriali, con la cancellazione delle sanzioni e dell'aggio di riscossione e parte degli interessi di mora, può configurarsi come una vera e propria sanatoria che paradossalmente può incentivare ulteriore evasione e non produrre l'atteso gettito aggiuntivo di 4 miliardi, ma molto di meno. Da parte governativa si nega di voler realizzare condoni in quanto i crediti fiscali saranno pagati per intero, con gli interessi, e lo stesso incorporamento di Equitalia nell'Agenzia delle Entrate è pensato come cambiamento del modo di operare del Fisco che sarà meno vessatorio e più vicino ai contribuenti (viene introdotto l'avviso con SMS invece della cartella in prima istanza come in molti altri Paesi).
La "voluntary disclosure" per il rientro dei capitali illecitamente detenuti all'estero e le altre misure sotto esame, come l'asta delle frequenze, l'addio agli sgravi sugli utili reinvestiti e la suddetta "rottamazione", pesano per circa il 50% delle coperture della manovra e sono invise alla Commissione UE che alle misure una tantum preferisce gli interventi strutturali.
Dal lato delle spese previste nella legge e che comunque molti critici giudicano insufficienti e non organiche, vi sono: aumento del Fondo sanitario, accoglienza migranti, contrasto povertà e aiuto a famiglie con figli, scuola-lavoro e assunzioni, Ape e quattordicesima pesante per pensioni minime, crediti alle Pmi e super ammortamento per beni strumentali, cancellazione Irpef agricola e sgravi fiscali per giovani imprenditori, canone Rai a novanta euro, blocco di due punti dell'aumento Iva.
Anche se in Italia per la gestione della cosa pubblica manca da sempre, con qualche finita eccezione negli anni '60, la cultura della programmazione organica e strutturale, bisogna intravedere in positivo gli step di intervento socio-economico toccati nella manovra che potranno incidere sull'aumento di produttività e sulla crescita una volta collegati in un disegno organico.
Tante, purtroppo, sono le "lepri" che sfuggono alla capacità dei governi italiani di garantire il bene comune, dalla lotta alla ciclopica evasione fiscale, partendo dalla basilare correzione del calcolo Isee che toglie ai bisognosi a reddito fisso per dare ai furbi che possono autodefinirsi o "contrattare" il reddito, a quella contro corruzione, mafie e lavoro nero.
La lepre più grossa che rischia di scappare al premier Renzi, che entro fine ottobre dovrà riuscire a farsi approvare la manovra a Bruxelles, è comunque l'attenzione alla montagna del debito pubblico che aumenta invece di diminuire; se un giorno o l'altro dovrà cominciare ad essere abbassato, in base al cronoprogramma europeo concordato, per gli italiani si prospetta un lungo futuro in cui i piccoli benefici ottenuti saranno un lontano triste ricordo.


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