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Taxi e bancarelle: difesa dell'occupazione e apertura del mercato sono inconciliabili?

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Giuseppe Davì

15-03-2017

L'inquietudine dei tassisti in tutta Italia, culminata il 21 febbraio 2017 con lo sciopero, è esplosa a Roma con le bombe carta davanti a Montecitorio e la guerriglia davanti alla sede del PD al Nazareno. Affiancati nella protesta da conduttori di bancarelle, sono stati usati i metodi caratteristici dei soliti gruppi arroganti e sicuri di avere occupato a tempo indeterminato il territorio. Questi gruppi di pressione, invece di farsi guidare da avidità e voglia di conferma e accrescimento di un potere già notevole, potrebbero più realisticamente e semplicemente considerare in che modo sta cambiando la cittadinanza.
Il numero delle persone anziane aumenta costantemente, come pure la necessità sia di prevenzione sanitaria sia di semplici spostamenti, e poiché l'uso di autobus a certe età diviene difficoltoso, a volte per problemi personali di deambulazione, altre per i lunghi tempi di attesa alle fermate, è indubbia la comodità di un taxi per raggiungere un ospedale o un ufficio, o semplicemente una passeggiata per rivedere piazza Navona o un tranquillo parco in periferia. I familiari sono spesso troppo occupati nelle loro faccende per potere accompagnare in auto l'anziano, ormai sempre più, diciamo così, lasciato autonomo; dove si potrebbe poi parcheggiare e attendere che l'analisi o la passeggiata abbiano conclusione? Dunque i taxi avranno una clientela sempre maggiore. Ma tutti potrebbero permetterselo? Con le tariffe attuali sicuramente no. Dunque una liberalizzazione del mercato con costi ridotti sarebbe auspicabile sia per i tassisti che per i clienti e farebbe entrare nel mondo del lavoro molti giovani disoccupati, naturalmente con le leggi e i controlli opportuni.
Per quanto riguarda le bancarelle, sarebbe sicuramente opportuno un maggiore controllo sia dei permessi e sia della rotazione dei luoghi ma in che altro modo potrebbero avere lavoro i molti operatori attivi in questo campo, di etnie diverse e quanti, giovani e non, potrebbero, a costi ragionevoli, comprare vestiario o scarpe o lenzuola piuttosto che borse o altro?
La liberalizzazione dei servizi nei paesi aderenti, la cosiddetta direttiva Bolkenstein, il cui procedimento di adozione ha avuto inizio nel 2000, avrà bisogno di perfezionamenti e tempi di attuazione opportuni ma può essere considerata un miglioramento nei settori a cui verrà applicata. Purtroppo ultime notizie riportano che proprio i settori taxi, ambulanti e servizi finanziari non sarebbero da considerare nella direttiva Bolkenstein. Come al solito le strade che porterebbero miglioramenti nella vita civile risultano bloccati dai corporativismi più riprovevoli.


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