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Senza giusta causa

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Giorgio Frasca Polara

12-06-2017

Questo articolo è comparso anche sul sito RadioArticolo1

Licenziati. Reintegrati dal giudice del lavoro. Riammessi in fabbrica ma dispensati dalle prestazioni lavorative. Accade alla Fincantieri, azienda pubblica dove ditte e personale in appalto sono aumentati a dismisura, generando distorsioni e illegalità
Quattro operai della Fincantieri di Monfalcone licenziati in tronco per una mancanza risibile. I quattro (un saldatore e tre carpentieri) ricorrono, e il giudice del lavoro di Gorizia, Barbara Gallo, non solo dichiara l'illegittimità dei licenziamenti, "sproporzionati", ma condanna l'impresa a ricostituire per essi la posizione assicurativa e retributiva e a corrisponder loro le retribuzioni dal momento del licenziamento, e soprattutto ne dispone l'immediata reintegrazione ai posti di lavoro. Ebbene, Fincantieri paga (anche le spese legali), riprende a pagare e continua tuttora a retribuire i quattro operai ma comunica loro che sono "dispensati", senza alcun limite temporale (cioè sino alla pensione), dal presentarsi al Cantiere navale. E intanto fa appello.
Che ne pensa il governo - ha chiesto nell'aula di Montecitorio la deputata Serena Pellegrino - di questo indecente comportamento non di una azienda privata ma addirittura di un'impresa che fa parte di uno dei più importanti complessi cantieristici del mondo, che è controllata al 71,6% da Fintecna SpA, finanziaria del ministero dell'Economia e Finanze, che insomma è dello Stato? La risposta è stata affidata al sottosegretario alla Giustizia, Gennaro Migliore, che tra "un facere infungibile" e "prestazioni fungibili" (poi ne spieghiamo il senso), non solo allarga le braccia dichiarando la propria impotenza, ma ricorda - mai riferimento fu più improvvido - che siccome "i licenziamenti sono intervenuti in vigenza del vecchio regime dell'articolo 18, i lavoratori licenziati possono chiedere, in luogo della reintegra, una indennità sostitutiva"!
E allora facciamo un passo indietro, alla causa del licenziamento. Nell'ottobre scorso erano stati sorpresi a riposare durante una pausa nel turno di notte. Licenziamento in tronco. A parte il motivo, appunto "sproporzionato", del provvedimento, c'è un'altra circostanza sospetta: altri due operai, colti nello stesso frangente, sono stati solo sospesi, non licenziati. Una rappresaglia? Certo è che la giudice Gallo nella ordinanza (del 15 marzo scorso, e prontamente impugnata da Fincantieri) aveva sottolineato che "l'evento andava ricondotto a comportamenti punibili, casomai, con sanzioni conservative e non, dunque, assumendo la drastica misura del licenziamento, facendo riferimento al contratto collettivo nazionale di lavoro osservato da Fincantieri, che stabilisce espressamente una sanzione conservativa come un'ammonizione scritta, una multa io una semplice sospensione per chi abbandona il proprio posto di lavoro senza giustificato motivo".
Ecco perché Serena Pellegrino chiedeva quali iniziative intendesse prendere il governo per il rispetto integrale della decisione del giudice del lavoro da parte di una azienda con la maggioranza di capitale in mano allo Stato e che quindi dovrebbe essere di esempio nel rispetto delle regole e del diritto. Della sorprendente risposta del sottosegretario alla Giustizia abbiamo accennato il grosso. Ma è bene addentrarsi anche nelle sue precise parole. "Secondo l'interpretazione giurisprudenziale prevalente - ha detto Gennaro Migliore -, la condanna alla reintegrazione del posto di lavoro del lavoratore illegittimamente licenziato ha ad oggetto un ‘facere infungibile' e, come tale, non può essere coattivamente eseguita. Diversamente, il reinserimento del lavoratore nel libro paga o matricola, il versamento dei contributi e il pagamento della retribuzione rientrano nelle prestazioni cosiddette ‘fungibili' che sono, invece, coattivamente suscettibili di esecuzione coattiva". Come dire: jureparlando, l'obbligo di Fincantieri è di pagare indefinitivamente i quattro operai ma non anche di tenerli in fabbrica. E comunque c'è la gesuitica scappatoia dell'indennità sostitutiva…
Giustamente Serena Pellegrino si attendeva altro: "Una presa di posizione chiara e inequivoca nei confronti di un'azienda di Stato". Ed ha voluto ricordare che un ministro socialista come Giacomo Brodolini, artefice del dimenticato Statuto dei lavoratori, agli operai che presidiavano per una vertenza il ministero dell'Industria disse: "Come membro del governo non sono venuto a dirvi che il ministro si pone al di sopra delle parti: io vi dico che sto dalla parte vostra". Questo - ha aggiunto Pellegrino in replica - volevamo sentire oggi, e questo non è accaduto.
Non è accaduto in un complesso come la Fincantieri - che opera da un capo all'altro del Paese - dove ditte e lavoratori in appalto sono aumentati a dismisura, generando distorsioni e illegalità contrattuali più volte denunciate e dimostrate anche a Gorizia con sentenze di condanna passate in giudicato che confermavano le denunce della Fiom. Tra le accuse a Fincantieri del sindacato dei metalmeccanici c'è quella che lavoratori dipendenti di ditte in regime di subappalto guadagnerebbero anche 4 (quattro) euro l'ora. Ed è proprio dentro il cantiere di Monfalcone che Sinisa Brankovic, operaio edile bosniaco, è morto appena un mese e mezzo fa precipitando da un'impalcatura. Conclusione demoralizzata: "Nonostante tutte le leggi, a Gorizia e non solo, ancora si continua a morire in Cantiere e ad essere licenziati senza una giusta causa".


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