:: ECONOMIA ::
Esternalizzazione uguale speculazione

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Giorgio Frasca Polara

30-06-2017

Questo articolo è comparso anche sul sito RadioArticolo1

E dàgli con le vergognose esternalizzazioni, per giunta manifestamente speculative. Ora è la volta di Wind Tre ("Siamo il più grande operatore mobile!" vanta il suo sito) che ha deciso di affidare ad aziende esterne il servizio svolto dal contact center ex H3G dove lavorano oltre novecento dipendenti dislocati nelle sedi di Palermo, Roma, Cagliari e Genova. Solo a Cagliari vi lavorano in quattrocento, e duecento a Genova dove si è appena svolta una manifestazione di protesta e uno sciopero che ha investito tutte e quattro le sedi del call center.
Tanto più incomprensibile (se non a fini di sgravio del costo del lavoro) la decisione della newco Wind Tre di fronte alle eccellenti performance dell'azienda: ricavi per sei miliardi e mezzo di euro (+1,3% rispetto all'anno scorso), trentaquattro milioni di clienti tra mobile e fisso, una fetta di mercato che sfiora il 30%, due miliardi e venti milioni di margine operativo lordo (Ebitda, +6,8% rispetto all'anno scorso), sei miliardi di euro per investimenti previsti nei prossimi sette anni, e un miliardo secco di cash flow operativo!
Perché, con questi impressionanti dati di potenza anche finanziaria, Wind Tre deve ricorrere alla esternalizzazione di questo servizio? E' chiaro che si tratta di una operazione interamente, meramente speculativa: per scaricare su terzi l'onere dei novecento lavoratori, ammesso e non concesso che tutti siano riassunti da terzi e alle identiche condizioni contrattuali sin qui godute. D'altra parte non è ancora noto il nome dell'azienda (o delle aziende) a cui sarà affidato il servizio in outsourcing. E, probabilmente, non sarà facile trovare chi si assumerà l'onere della gestione del servizio se non al ribasso dei costi.
Attenzione, ora, al particolare caso della Sardegna (ma tutti e quattro i casi sono ugualmente gravi, naturalmente). Questa regione è riconosciuta da tempo, nel mercato delle telecomunicazioni e dell'Information and Communication Technology, quale contesto ottimale per l'insediamento di importanti aziende del settore. Come tale, non può rassegnarsi – sottolinea la deputata Romina Mura in un'interrogazione ai ministeri dello Sviluppo economico e del Lavoro – a diventare il luogo delle crisi aziendali e della mortificazione di competenze, professionalità e destini di migliaia di lavoratori che sono stati il vero fattore di moltiplicazione della crescita di varie aziende nel particolare settore delle telecomunicazioni.
E allora qui bisogna sapere, e subito, quali sono le motivazioni reali della decisione Wind Tre di esternalizzare questo servizio mettendo a serio pericolo non solo il posto di lavoro di oltre 900 dipendenti ma anche il loro livello retributivo e di trattamento contrattuale. E sapere, subito, con quali strumenti il governo intende intervenire per tutelare i diritti dei lavoratori ex H3G che operano nelle quattro sedi in via di dismissione. Il governo è chiamato a rispondere in tempi brevissimi all'interrogazione, ma soprattutto ad intervenire su Wind 3.


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