:: CITTÀ E QUARTIERE ::
Dalla Criminal Band alla Jazz Band

Summertime 2017 a Villa Osio

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Carla Valente

21-07-2017

Ricordate quell'agrodolce sceneggiato (allora le fiction si chiamavano così) di Pupi Avati che sul finire degli anni settanta raccontava le storie di un gruppo di ragazzi che metteva su un sestetto jazz? Si chiamava "Criminal Jazz Band".
"Criminale" era anche il romanzo di un'altra fiction, questa più recente, ispirata all'omonimo libro di De Cataldo, che invece narrava le gesta delittuose della banda della Magliana.
Il jazz e la banda criminale si ritrovano oggi in un luogo, Villa Osio a Porta Ardeatina, non lontano dal nostro quartiere.
E vediamo perché.
Sono gli anni trenta quando il banchiere Arturo Osio si fa costruire sulle rovine di un antico casale alle spalle di Caracalla una villa improntata a quello stile allora in voga tra razionalismo e neo-classicismo, circondata da un enorme parco. Passano una cinquantina d'anni e la villa viene acquistata da Enrico Nicoletti, il cassiere della banda della Magliana, su cui è modellato il personaggio del Secco di "Romanzo Criminale", anche se l'interessato nega: "La banda della Magliana, quello era un gruppo di morti di fame che si ammazzavano per niente. Ma ti pare che io, uno che metteva su i miliardi, mi andavo a mischiare con loro? Il Secco non sono io, giuro su Dio. Un castello in aria. Tutte bugie. Io i soldi li ho fatti investendo sul mattone. La villa a Caracalla l'ho comprata con un miliardo e trecentocinquanta milioni dai preti. Poi me l'hanno confiscata".
La confisca e l'assegnazione della villa al comune di Roma è conseguenza della legge cosiddetta "Pio La Torre", che regola gestione e destinazione di beni mafiosi. E a questo proposito è d'obbligo ricordare la grande lapide posta oggi all'ingresso, che elenca le vittime di mafia.
Il comune provvede al recupero storico-architettonico della villa (pesantemente modificata dagli interventi edilizi abusivi di Nicoletti) che diventa la sede della Casa del Jazz. All'inaugurazione nel 2005 sono presenti Walter Veltroni e Gianni Borgna, non solo nella loro veste istituzionale, come sindaco e assessore alla cultura, ma anche e soprattutto come appassionati di musica. "Viviamo un momento in cui il jazz, musica della contaminazione per eccellenza, incontra una città che porta la contaminazione nel suo dna e che vive di questo. Il jazz è la musica ideale per raccontare il nostro tempo", sosteneva convinto ed entusiasta Veltroni.
Oggi la Casa del Jazz è una consolidata istituzione con una sala da concerti e uno studio professionale di registrazione, che alla produzione musicale inoltre affianca un'attività di formazione. Sono infatti cominciati quest'anno i corsi "Jazz Oltre", sotto la direzione artistica del maestro Paolo Damiani, che è anche a capo del Dipartimento di jazz del Conservatorio.
La stagione estiva dei concerti alla Casa del Jazz, che proporrà i migliori musicisti della scena italiana e internazionale con Marcotulli, Damiani, Scofield, Frisell, Barbieri e tanti altri ancora, è stata inaugurata al solstizio d'estate, il giorno della festa della musica. Sul palco all'aperto si sono dapprima esibiti gli allievi dei corsi di jazz con una scelta di brani che spaziava dalla classica "Sweet Georgia Brown" alle composizioni di Thelonius Monk e Joe Zawinul e poi i docenti della scuola, tutti musicisti di primo piano del jazz italiano, riuniti in una jam session davvero coinvolgente.
L'appuntamento dunque per gli appassionati di musica e per i curiosi che vogliono sedersi alla caffetteria "sotto le stelle del jazz" è con i concerti della rassegna "Summertime 2017" che proseguono fino ad agosto.


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