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"Il coraggio della libertà", parte da un libro l'iniziativa coraggiosa sulla tratta delle giovani nigeriane

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Rosanna Pilolli

29-09-2017

In occasione della Giornata mondiale di preghiera e di riflessione contro il mercato delle donne, la testimonianza sconvolgente di una giovane donna sfuggita dalle mani dei trafficanti ha avuto luogo in una iniziativa coraggiosa effettuata dalla Fondazione Nilde Iotti con l'Associazione "Slaves no more" e la partecipazione di suor Rita Giarretta della Casa Rut di Caserta. Il tema è purtroppo ancora attualissimo nonostante le pubblicazioni e le denunce ripetute nel corso degli anni. In questa ultima edizione su un tema drammatico e purtroppo persistente e anzi aggravato, la Presidente della Fondazione, Livia Turco, ha lanciato l'invito alla nuova mobilitazione del movimento delle donne per una forte battaglia politica su un tema scottante e urgente.
Ne è nato un libro-testimonianza: "Il coraggio della libertà" (ed. Paoline; attualmente candidato per il Premio delle Biblioteche) carico del dramma della schiavitù nei Paesi africani ma anche della speranza di un possibile futuro diverso e quindi di una forte azione da parte delle istituzioni democratiche italiane e di tutti i Paesi europei nei quali il problema è presente. La prefazione di Dacia Maraini illustra il tema toccato da questa autrice civile in altre sue pubblicazioni dedicate al tema dell'oppressione delle donne. Nella postfazione di Suor Rita Giarretta, responsabile della "Casa Rut" di Caserta, è descritto l'arrivo della giovane Blessing fuggita fortunosamente dal marciapiede verso la più vicina stazione dei Carabinieri.
La situazione della tratta delle giovani nigeriane è come si è accennato, ancora peggiorata nell'arco di dieci anni. Le ultime statistiche attestano che nei primi mesi di quest'anno sono approdate sulle nostre coste più di 2000 giovani donne, in linea con il flusso dello scorso anno che aveva fatto registrare un aumento del 300% negli arrivi delle ragazze provenienti dalla Nigeria. L'80% è finita nelle mani dei mercanti di carne umana. Cifre drammatiche, un fenomeno quindi in tragica ascesa che accresce il mercato già florido della prostituzione in Europa: Francia, Inghilterra, Spagna, Austria e perfino Finlandia.
Sono ragazze giovanissime: un esercito di schiave minorenni di 15, 13 anni, quasi bambine sottoposte a ogni tipo di violenza, a stupri di gruppo sotto la minaccia delle armi, il ricatto e la maledizione religiosa dei riti woodoo. Le famiglie hanno promesso di pagare al trafficante 30 o 40 mila euro, indotte dalla speranza di un avvenire di lavoro per le loro figlie. Dopo lo sbarco la realtà penosa e il debito sulla testa di ogni ragazza, da pagare in pochi anni prostituendosi a cifre bassissime: 10 o 20 euro a prestazione per otto/dieci ore, giorno e notte sulla strada agli ordini di una "maman" una giovane più grande di età che è riuscita ad affrancarsi diventando "maitresse" .
Blessing, la giovane che si è sottratta alla schiavitù della prostituzione forzata, non è tuttavia una ragazza ignorante: ha un titolo di studio, una laurea in informatica e si domanda disperata la ragione della sua caduta nelle mani dei trafficanti. L'ingenuità forse o lo stringente bisogno di una svolta di lavoro, il mito dell'Europa e dell'Italia, luoghi considerati di benessere fuori dalle strettoie e della povertà dell'Africa. Andata nella capitale Benin City incontra una "pia" donna, membro di una delle tante chiese pentecostali che le dà lavoro. In seguito le propone di andare a lavorare in uno dei negozi gestiti da suo fratello in Europa. Blessing parte e appena arrivata in Italia si rende conto dell'inganno: per lei c'è soltanto la strada. E' stata venduta come merce.


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