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Lettori e scrittori nella Nuvola

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Francesca Civerchia

31-12-2017

All'interno della manifestazione della Piccola e Media Editoria, Più Libri Più Liberi (6-10 dic. 1917), per la prima volta presso il nuovo Centro Congressi all'Eur, si è svolta la cerimonia finale del Pre.mio Biblioteche di Roma arrivato alla sua dodicesima edizione. I 700 lettori dei quasi 40 circoli di lettura romani hanno incontrato gli scrittori dei 6 libri di narrativa e di altrettanti di saggistica in gara nello spazio opalescente e indefinito della Sala La Nuvola, una sorta di astronave o di gigantesco meccano, secondo qualcuno, in un intrico di leggerezza e pesantezza per la lotta ingaggiata tra la flessibilità del materiale plastico del rivestimento e la rigidità di travi e colonne d'acciaio.
Paolo Fallai e Gioacchino De Chirico, rispettivamente presidenti delle Biblioteche di Roma e del Comitato Scientifico del Pre.mio, hanno introdotto e presentato i 12 scrittori con la proiezione di video di loro interviste rilasciate nelle diverse biblioteche, brevi interventi dal vivo e un assaggio delle loro scritture per voce di due giovani attori.
Come già avvenuto in una precedente cerimonia conclusiva del Premio, ha portato la sua toccante testimonianza un detenuto del Circolo di Lettori di Rebibbia, che ha spiegato come per lui e i suoi compagni di detenzione il libro sia davvero uno strumento di libertà capace di superare i muri.
Lo stesso concetto di libertà legato al libro è quello che pervade i Circoli di Lettura diffusi nelle biblioteche, nelle scuole e nelle università romane, circa quaranta, tra cui quello della Biblioteca Marconi che ha la stessa età del Premio. Probabilmente, di fronte all'impegno annuale dei dodici libri da leggere, valutare e discutere, i Circoli condividono una stessa reazione iniziale. Se da un lato, infatti, il Premio comporta un'interruzione del ritmo consueto delle letture autonomamente programmate (titoli, autori o temi), dall'altro offre diverse opportunità: il confronto con autori nuovi o già affermati, come nel caso della raccolta di saggi teatrali del poeta scomparso Elio Pagliarani, una finestra sulle attuali tendenze della narrativa e dei temi caldi affrontati dalla saggistica, discussioni spesso accese ma costruttive all'interno dei Circoli stessi che ricompensano della fatica di letture a passo serrato.
È per questi motivi che risulta appropriato quel punto che separa la parola "premio" del titolo dell'iniziativa, in quanto pone l'accento sull'aggettivo "mio" a indicare un'appartenenza, a sottolineare che i premi assegnati possono essere sentiti come il risultato di una riflessione collettiva e personale insieme, ramificata in una rete cittadina sempre di più simile a un organismo vitale.
I vincitori di questa edizione sono stati: Antonio Sgobba per la saggistica con "? - Il paradosso della conoscenza. Da Socrate a Google", Il Saggiatore, un saggio ponderoso con una ricca bibliografia che indaga sul difficile rapporto tra conoscenza e ignoranza nel corso del tempo con una messa in discussione di certezze troppo scontate. Alla fine ci si può trovare un po' disorientati ma di sicuro sollecitati a uscire dai luoghi comuni.
Per la narrativa si è affermato il romanzo di Maria Rosaria Valentini, "Magnifica", Ed. Sellerio, una saga familiare tutta al femminile che racconta di "un'unghia di terra sconosciuta" persa in un luogo imprecisato dell'Appennino dove le parole aderiscono agli odori e ai sapori di un'Italia rurale post bellica e le storie sono pervase da un realismo magico.
Si può individuare una convergenza di temi e generi nei romanzi candidati al Premio: rapporti familiari, periferie urbane, biografie e autobiografie.
I saggi, dal canto loro, si occupano di pedagogia, filosofia, critica teatrale e condizione della donna nel duplice aspetto di denuncia dello sfruttamento e di ricostruzione storica del Femminismo, delle sue battaglie e delle sue teorie.
Queste le tematiche con cui si sono cimentati i Circoli di Lettura, consapevoli di coltivare con passione il giardino delle proprie letture, ma anche di essere parte di una comunità più vasta che continua a porsi delle domande e a cercare delle risposte per orientarsi nella complessità del nostro tempo.


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