:: POLITICA ::
Una propaganda elettorale basata sulla paura ed alimentata da campagne d'intolleranza

Stampa articolo
Filippo Piccione

25-02-2018

Nessuno in questa campagna elettorale spinge l'acceleratore su un cambiamento radicale del sistema. Tutti vogliono infondere sicurezza e fiducia, accusando gli altri, gli avversari, di essere stati loro i responsabili del caos e dell'ingovernabilità in cui ci troviamo. Soltanto il Pd, il suo segretario e la squadra del governo uscente difendono le cose fatte. I risultati ottenuti in economia e sull'occupazione, i passi compiuti sul piano sociale e dei diritti, i dati positivi sul fronte della sicurezza e dell'ordine pubblico. E su questa strada, l'invito a proseguire con un programma coerente con il precedente per conseguire altri obiettivi e altri traguardi importanti per la prossima legislatura.
Ma a giudicare dagli ultimi sondaggi disponibili prima dello stop, a quindici giorni dal voto, pare che soltanto i dem perdano terreno, mentre il M5S si attesta ancora intorno a quota 27,5% nonostante gli episodi dei rimborsi. Così il centro destra, a guida Forza Italia – poiché Berlusconi in poche settimane ha superato di quasi due punti il suo alleato Salvini, che peraltro scalpita per diventare il premier – tende a superare il 35% mirando alla maggioranza. Se il Pd continua a pensare di condurre la competizione elettorale utilizzando gli stessi argomenti e le stesse modalità di analisi e di sintesi delle scorse settimane, c'è il rischio che resti fermo o che venga battuto su questo terreno, pur restando convinto della giustezza della sua impostazione. La vicenda di Macerata ha cambiato i parametri di riferimento dello scontro politico, tanto da influire sull'umore di ampi strati dell'elettorato.
La sicurezza e l'emigrazione sono l'oggetto principale del confronto fra le forze politiche in campo da qui al 4 marzo. E su questi temi si misura il tasso di partecipazione dei cittadini. Bisogna capire come si esprime e si forma questa partecipazione. Uno studio recente condotto in un clima incerto, come quello che è sotto gli occhi di tutti, ha appurato che si sono fatti largo sentimenti inquietanti, rilevando un buon grado di "comprensione" nei confronti del nazi fascista che ha sparato ai migranti di Macerata e l'emergere di segni di indulgenza verso Mussolini. Si tratta di orientamenti diffusi fra gli elettori e simpatizzanti di destra, compresa la Lega di Salvini, così come in qualche misura anche nelle file del M5S. Qualcuno ha fatto notare che si tratta di nostalgie che non sono nuove nel panorama socio politico italiano, ma in un clima di intolleranza rischiano di diventare pericolose, specie in una campagna elettorale arroventata come questa. Dove a dominare sono la strumentalizzazione e l'esasperazione, cui ricorrono la Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia.
Un saggio in questo senso lo troviamo nella loro teoria secondo cui la mancanza di sicurezza nel nostro Paese dipende da un numero eccessivo di immigrati che quindi anche Berlusconi, il moderato, vuole rispedire a casa loro. Molti altri invece ritengono che siano l'odio, il rancore, l'avversione per il diverso, per l'immigrato e il colore della pelle, su cui la destra alimenta paura e diffidenza, a creare insicurezza nella società, tangibile ad esempio nella paura provocata dall'atto criminale e terroristico di chi all'impazzata spara su giovani migranti a Macerata.
Quello della paura è un argomento che in questi giorni è entrato con prepotenza nel discorso giornalistico e politico. Altrettanto la sicurezza. Un quotidiano ha pubblicato un'indagine secondo cui due italiani su tre si sentono insicuri. Su questo punto – a parte le analisi che spesso sono condizionate dalle ideologie e a parte il fatto che la situazione reale e quella percepita sono talvolta molto diverse – ha forse ragione Marco Minniti, il ministro dell'Interno, nell'affermare che quando il cittadino ha paura è ozioso distinguere tra dato reale e allarme diffuso dai media. Per fronteggiare la paura e dare più sicurezza occorre continuare a rafforzare e rendere più efficienti e preparati le donne e gli uomini delle Forze dell'ordine. Basta ricordare che diverse stragi del terrorismo internazionale hanno insanguinato città e capitali europee, e anche noi italiani avevamo il timore e la paura che da un momento all'altro il nostro paese potesse essere preso di mira dai terroristi. Ma, facendo gli scongiuri, finora non siamo stati colpiti e sembra corretto dare il giusto merito anche alla professionalità dimostrata dal nostro sistema di sicurezza.


Pontediferro.org Il settimanale della Capitale. Notizie dal Municipio XI e dal quartiere Marconi di Roma
Politica | Società | Economia | Esteri | Scienza e cultura | Città e quartiere | Attualità | Confronti | Calandrino | Lettere | Galleria fotografica

Testata registrata presso il Tribunale di Roma Nr. 448/2002 del 23/07/2002 - Anno di fondazione: 2002 - Pubblicato a Roma, via E. Barsanti, 25
Direttore: Giorgio Frasca Polara
Proprietario: Giuseppe Visone - Webmaster: Emiliano Antonelli, Giuseppe Visone, Marco Stirparo