
06-03-2010

Prima settimana del mese elettorale italiano. Una valanga sul "partito dell'amore" e il patrio governo del "fare". E' iniziata col casino incredibile nella presentazione delle liste dei candidati: Roma nella doppia veste del PdL e della candidata presidente; Milano con lo sgambetto all'eterno supergovernatore. Giudizio unanime (con sorriso o con rabbia): quali che siano gli esiti dei ricorsi è esplosa sotto il sole tutta la artificiosità, la cialtroneria affaristica del partito dell'"amore", il fallimento della fusione a freddo tra Fi e An (lo dice perfino il quotidiano della famiglia B). Ma l'aspetto più divertente è che ne godono palesemente proprio i fedeli alleati di B.: la Lega in Lombardia che spera di fare il pieno per dismissione della concorrenza, Storace per la stessa ragione nel Lazio. C'è perfino chi se la ride: "Dilettanti allo sbaraglio!" firmato Bossi e "PdL, partito dei polli" firmato "Libero".
Ora provate a paragonare uno spettacolo come questo con quanto, da quasi ogni teleschermo, si è andati dicendo sui miracoli del cavaliere col supporto di Bertolaso. Aggiungete al paragone l'ondata di provvedimenti giudiziari su personaggi legati agli affari della pubblica amministrazione e mettete in conto il caso esemplare di quel senatore che si è fatto eleggere in Belgio con schede pre-votate dalla 'ndrangheta (il presidente Napolitano in visita a Bruxelles ha evitato di farsi accompagnare dall'ambasciatore che avrebbe dato una mano alla malapartita). Non può che discenderne una domanda: che sta succedendo nel partito del predellino? E' solo questione di cialtroneria di qualche servitorello? No, lì c'è una lotta fratricida non solo per lucrare candidature ma per preparare la successione al fondatore, c'è uno scontro di concezioni su che cosa debba essere un partito conservatore degno di tal nome, c'è un malessere per la dominazione tirannica a cui non riescono a corrispondere risultati reali che santifichino il culto cinico della personalità. Ci sarà bene qualche ragione se il dominus ha sentito il bisogno di promuovere una sorta di partito personale nel partito ufficiale riscrivendo il contenuto della sigla PdL con le parole "promotori della libertà" in evidente contrapposizione ai soci che secondo lui promuovono ben altro. Tutto ciò non riguarda solo quel partito, riguarda la salute della democrazia italiana, il recupero oggi penoso della dignità della politica, l'efficienza e trasparenza delle istituzioni, insomma il ripristino della nobiltà costituzionale di un paese allo sbando materiale ed etico, di un "paese marcio" come è arrivato a dire il leghista ministro Calderoli.
Il voto di fine mese dovrà esprimersi su questa posta in gioco. E allora è d'obbligo darci – a tutti noi italiani – un consiglio: torniamo ai fatti, guardiamo disincantati cosa si stava nascondendo dietro il profluvio di ottimismo salvifico, dietro l'invereconda sollecitazione dell'egoismo individuale, dietro la scenografia dorata delle belle fanciulle in carriera. Lì dietro ci siamo noi, c'è la nostra vita reale a cui ci richiamano non solo gli atti di una magistratura che continua a credere alla sovranità della legge che ci rende eguali ma le cifre fredde e allarmate della dinamica sociale ed economica. Ricordiamole come ce le consegnano gli enti statistici: il Prodotto interno (cioè la ricchezza reale) è calato del 5% in un anno come non si vedeva da un trentennio, il deficit di bilancio dello Stato è al 5,3% cioè il doppio dell'anno in cui B. vinse le elezioni, la disoccupazione è all'8,6%, ai massimi dal 2004 (persi in un anno 307.000 occupati mentre non trova lavoro un quarto dei giovani), e c'è pure il dato inedito di una diminuizione delle retribuzioni lorde mentre hanno dichiarato fallimento novemila aziende (più 23%). E' di fronte a un tale specchio che dovremo decidere che cosa fare, usando l'ultima arma efficace che ci rimane: il voto.
Testata registrata presso il Tribunale di Roma Nr. 448/2002 del 23/07/2002 Anno di fondazione: 2002
Pubblicato a Roma, via E. Barsanti, 25
Proprietario: Giuseppe Visone - Direttore Responsabile: Enzo Roggi
Webmaster: Emiliano Antonelli, Giuseppe Visone