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:: ESTERI ::

Scelto lo sfidante repubblicano, lo scontro ideologico si scalda. La battaglia decisiva sarà sul lavoro: meglio un presidente di tutti o un Ceo di Wall Street?

Lettere dall'America


Domenico Maceri*

03-06-2012

"La differenza fra il presidente ed il dirigente di una venture capital è che il primo deve preoccuparsi di offrire opportunità a tutti mentre il secondo ha l'unico scopo di creare profitti per i suoi investitori". Ecco come il presidente Barack Obama ha cercato di distinguere il suo ruolo da quello che il suo rivale Mitt Romney aveva esercitato alla Bain Capital a Wall Street.
La distinzione è importante perché Romney ha cercato di presentarsi come un uomo di affari che ha avuto successo nel mondo del business e ha così creato posti di lavoro. Il contrasto con l'esperienza di Obama vorrebbe suggerire che l'attuale inquilino della Casa Bianca non è stato altro che un politico con un po' di esperienza come organizzatore sociale.
Dato che l'economia si profila come tema principale è logico che la creazione di posti di lavoro sia divenuto soggetto di forti discussioni. Il presidente Obama ha rilasciato uno spot televisivo nel quale critica Romney come leader di una azienda "vampiro" che acquistava compagnie in difficoltà e le metteva in condizioni promettenti licenziando poi lavoratori e generando ingenti profitti. Nello spot si profilano lavoratori di un'acciaieria, la Gst Steel, i quali furono licenziati quando la Bain Capital, guidata da Romney, aveva acquistato la ditta ed eventualmente l'aveva liquidata distruggendo posti di lavoro.
L'annuncio, diffuso in Iowa, Colorado, Pennsylvania, Ohio e Virginia, Stati considerati in bilico e fondamentali per una vittoria all'elezione del 6 novembre, è stato criticato ma anche lodato da persone inaspettate. A criticare lo spot è stato Cory Booker, il sindaco di Newark, sostenitore di Obama, il quale ha accusato il contenuto come irrilevante da fargli venire "la nausea". Booker non spiega però che lui ha ricevuto notevoli contributi dagli affaristi a Wall Street, persone con lo stesso lavoro che faceva Romney.
Fonti repubblicane invece hanno dato legittimità allo spot dichiarando il tema rilevante. Lo ha fatto anche Sarah Palin, vice di John McCain nell'elezione del 2008. Persino l'ex governatore del New Hampshire, John Sununu, sostenitore e consigliere di Romney, ha dichiarato che il tema della Bain Capital non è al di fuori delle discussioni legittime ma che non bisogna scegliere "le parti convenienti".
Sununu ha ragione specialmente perché Romney ha centrato la sua candidatura sul successo come uomo di affari che ha creato posti di lavoro a differenza di Obama, a dire dell'ex governatore del Massachusetts, il quale è responsabile per il pessimo stato dell'economia.
Romney è riuscito ad usare il suo successo economico con la Bain Capital traducendolo in creazioni di posti lavoro. La realtà è però diversa dato che tutti sanno che le aziende di equity a Wall Street non creano posti di lavoro ma si preoccupano di generare profitti comprando e vendendo. Se posti di lavoro vengono creati ciò avviene come effetto collaterale. Ripetendo in ogni discorso politico che lui sa creare posti di lavoro, egli stesso ne fa quindi un tema di discussione importante. Romney è riuscito a convincere non pochi americani che infatti lui ha l'esperienza necessaria per migliorare l'economia di tutto il Paese.
Obama ed i suoi consiglieri si sono resi conto che questa campagna di Romney come creatore di posti di lavoro è rilevante perché i sondaggi dicono che per quanto riguarda l'economia i due candidati alla presidenza sono considerati uguali. Obama deve dunque piantare dubbi sulle capacità di Romney come creatore di posti di lavoro chiarendo giustamente che se a Wall Street ci possono essere vincitori e sconfitti, per un presidente tutti devono avere successo. Il governante non può permettersi di creare situazioni nelle quali una parte dei cittadini ha successo mentre l'altra muore di fame. Se Romney ha cercato di presentarsi come un mago che riesce a creare posti di lavoro, Obama deve cercare si smascherarlo come un ciarlatano.
Alcune voci si sono alzate contro Obama suggerendo che l'inquilino della Casa Bianca è anticapitalista perché non attaccherebbe Romney per l'inefficacia sul tema dei posti di lavoro ma perché gli invidia il successo nel mondo degli affari. Obama sarebbe un socialista nemico del capitalismo. Ciò non fa altro che ridere considerando i contributi ricevuti dal presidente da Wall Street nell'elezione precedente.
Questa volta le cose sono un po' cambiate, ma non di molto. Il presidente infatti ha recentemente partecipato a un evento per raccogliere fondi a New York a casa di Hamilton "Tony" James della Blackstone Group, un esecutivo di equity funding. La serata ha incluso 60 partecipanti i quali hanno pagato 35.000 dollari a testa per il piacere di cenare con Obama. Solo in una campagna politica si può definire questo comportamento come attività socialista.

*Docente di lingue presso l'Allan Hancock College, Santa Maria, California (dmaceri@gmail.com)


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