Appuntamento a Kreuzville (in biblioteca Marconi)


Carla Valente

27-11-2016

Kreuzville è la crasi di Kreuzberg e Belleville. I due quartieri più famosi, multiculturali e alternativi rispettivamente di Berlino e Parigi. È anche il nome di una collana edita da l'Orma. A sua volta crasi dei nomi dei fondatori Lorenzo Flabbi e Marco Federici Solari. I due hanno abitato nei quartieri di cui sopra, amano e conoscono molto bene la letteratura tedesca e francese e ne hanno fatto i due pilastri delle loro scelte editoriali.
Nello specifico, due autori sono il fiore all'occhiello e l'esemplificazione di queste scelte: Uwe Johnson e Annie Ernaux. L'Orma ha infatti pubblicato due romanzi dal titolo (curiosamente) molto simile: "I giorni e gli anni" di Johnson e "Gli anni" di Ernaux. Non solo: entrambi narrano la storia di un paese attraverso la biografia di una donna. Gesine Cresspahl, la protagonista de "I giorni e gli anni", snoda i suoi ricordi scandendoli con la lettura quotidiana del New York Times. Mentre in quella che è stata definita l'"autobiografia impersonale" dell'Ernaux, i ricordi di Annie sono scanditi con la descrizione di fotografie e pranzi di famiglia. Di qua Hitler, la guerra, la Germania divisa; di là la Liberazione, l'Algeria, de Gaulle e Mitterrand. Se Annie Ernaux gode di una certa notorietà anche in Italia (non foss'altro per aver vinto quest'anno il Premio Strega Europeo), Uwe Johnson, benché sia stato uno dei maggiori scrittori e intellettuali tedeschi del dopoguerra del calibro dei più celebri (qui da noi) Grass e Böll, è ancora tutto da scoprire. "I giorni e gli anni" è una monumentale tetralogia di uno scrittore dallo stile che perfino Mittner giudicava "difficile, volutamente difficilissimo", avvertendo però che "la sua troppo ostentata bravura nel fare il difficile non è mai scopo a sé". Forse è per questo che nei primi anni '70 Feltrinelli prova a pubblicare parte del romanzo (anche se non integralmente, molti passi infatti sono soppressi) e poi abbandona l'impresa. L'Orma raccoglie la sfida ed è così che finalmente anche in Italia con "appena" trenta anni di ritardo possiamo leggere questa opera fondamentale del Novecento, non solo tedesco.
Lorenzo Flabbi e Marco Federici Solari sono stati ospiti della biblioteca Marconi per presentare l'ultimo nato della loro casa editrice: "Il romanzo dei Tui" di Brecht. In una veste elegantissima che nel font riproduce lo stile delle vecchie locandine dell'Ufa. L'opera inedita in Italia è incompleta e frammentaria e raccoglie l'amaro, ma sferzante e lucidissimo ritratto che Brecht fa degli intellettuali. I Tui sono infatti quegli intellettuali che "in quest'epoca di mercato e merci danno in affitto l'intelletto". Il romanzo prende di mira è ovvio i suoi contemporanei, ma risulta di una modernità sconvolgente. Lo può leggere un italiano di oggi e trovarvi sorprendenti analogie con il nostro paese e l'attualità. E non solo; secondo i due editori, "i Tui li possiamo anche riconoscere in quei commentatori che non hanno saputo capire dove stava arrivando Trump, e con supponenza tipica caratteristica dei Tui lo tacciavano di ignoranza".
Tra tante proposte "di peso" anche una collana minima e lieve, ma di gran classe: I Pacchetti. "I primi libri da chiudere, affrancare e imbucare in una qualsiasi cassetta postale". I Pacchetti racchiudono le più originali, sconosciute, umane e quotidiane lettere di (citiamo a caso): Napoleone, Marie Curie, Pellegrino Artusi, Emily Dickinson, Nietzsche e tanti altri.
Moira Miele, responsabile della Biblioteca, prende in mano uno dei "Pacchetti" e ci consiglia: "Perché mandare una dichiarazione con un sms se posso farlo spedendo le lettere di amore a Lou di Apollinaire?".