Hundertwasser: quando l'inceneritore diventa un'opera d'arte


Carla Valente

21-01-2018

La "monnezza" di Roma smaltita nell'inceneritore di Parma ha innescato com'era prevedibile velenose stoccate tra la sindaca cinquestelle capitolina e il sindaco ex cinquestelle del capoluogo emiliano.
E dire che al di là del confine a Vienna, nella elegante capitale dell'ex impero asburgico, c'è un inceneritore che è diventato meta turistica, smaltisce i rifiuti e fornisce energia alla città.
L'impianto risale al 1971, ma nel 1987, quando viene distrutto da un incendio, l'allora sindaco di Vienna incarica il noto artista Fridensreich Hundertwasser di ridisegnarlo.
Per chi non lo conoscesse, Hundertwasser era una personalità eccentrica e stravagante. Pittore, scultore, architetto, nasce a Vienna come Friedrich Stowasser e muore neozelandese come Friedensreich Regentag Dunkelbunt Hundertwasser. In Italia lo apprezziamo subito, infatti una delle sue prime mostre si tiene negli anni cinquanta in una galleria dei Navigli a Milano. Da allora Hundertwasser ha esposto in tutto il mondo e in tutto il mondo ha progettato edifici. L'opera forse più famosa sono le case popolari costruite nel 1986 a Landstraße. Ma, ancora più importante, Hundertwasser era un convinto ecologista, il pioniere della bioarchitettura, quello che non ha mai speso un soldo dal barbiere, si è fatto seppellire nudo nella nuda terra e sosteneva la toilette compostante inneggiando alla "Heilige Scheiße". Sempre a Milano nel 1973, quando partecipa alla Triennale fa piantare quindici "alberi inquilini" nelle finestre delle case di Via Manzoni.
Insomma, uno così si è convinto a progettare un inceneritore a Spittelau. E ne ha fatto un'opera d'arte. Nel suo inconfondibile stile: coloratissima, piena di alberi e vetrate, linee curve e sfere dorate. E tutti corrono a vederla, le scolaresche ci vanno in gita e i turisti la fotografano.
Inizialmente pare che Hundertwasser fosse contrario all'incarico che andava contro i suoi principi di riciclaggio ecologico dei rifiuti. Poi con l'assicurazione che l'impianto si sarebbe dotato delle più moderne tecniche di depurazione e filtraggio, e che era impossibile per una metropoli di due milioni di abitanti rinunciare a un inceneritore, cambiò idea e decise di accettare la sfida.