La scuola oggi: vicepresidi picchiati e presidi "indemoniati"


Giuseppe Davì

25-02-2018

Cercando informazioni online sui fatti, trovo su un motore di ricerca due titoli molto evidenziati. Il primo, ripreso da HuffPost comunica: «Genitore prende a pugni il vicepreside che ha rimproverato il figlio». Questo è avvenuto in Puglia, nella scuola secondaria di I grado 'L. Murialdo' di Foggia. Il secondo, poco più in basso, tratto da Ilgiornale.it, avverte: «La preside chiama l'esorcista alle elementari: "Alunni indemoniati"». Questo episodio è successo nella scuola primaria "Telesio" di Reggio Calabria.
La morale risultante è rapida ed esaustiva, da una parte un vicepreside zelante punito dal genitore diabolico, dall'altra parte una preside pronta a liberare la sua scuola da Satana in persona. Andiamo avanti senza pensarci, questo sembra essere divenuto ormai il compito dei mass-media: inondarci di uno tsunami che annulla le nostre possibilità o volontà di giudizio, di ragionamento o di analisi.
Io voglio invece fare delle riflessioni. Il vicepreside che allontana lo studente di scuola media dalla compagna toccata, ha forse dimenticato che quella è l'età dei primi ardori giovanili. Eccessivo il genitore che in preda a diabolico furore ha picchiato colui che un tempo era rispettato e temuto, un professore. Ma la scuola non è un'isola felice in cui avviene soltanto il sacro rito del SAPERE, e non lo è mai stata. Episodi come questo in certe circostanze avvengono; io ho insegnato per trentacinque anni e ne sono stato testimone, e una volta fui anche aggredito a parole, solo che tutto veniva risolto o tra docente o presidenza e famiglia interessata, cercando di rendere il fatto il più educativo possibile per le varie parti coinvolte. Oggi i comportamenti sono mutati in peggio, considerando la situazione di gravi disagi e la mancanza di punti di riferimento autorevoli, come era un tempo ad esempio la scuola. Insegnare a chi non vuole imparare è compito arduo, quando già nella famiglia o nel nucleo sociale di riferimento i giovani non trovano esempi e motivazioni.
Ma quando a insegnare è una maestra che crede nel diabolico, che succede? Quando la preside di una scuola media, invece di essere pilastro di conoscenza e diga contro la superstizione, diviene complice di una maestra che ha visto una matita muoversi da sola e alunni compiere balzi sovrannaturali, che succede? Ma è semplice, succede questo, secondo quanto scrive il Corriere: «La preside M. G. Maisano avrebbe chiamato un esorcista per avere "un incontro informativo e di prevenzione sui rischi della rete e delle nuove tecnologie". L'invito è stato rivolto a don Piero Catalano, discepolo di don Gabriele Amorth, e al suo assistente Nunzio Di Stefano. "Di web e internet non se ne è parlato. Piuttosto è stato un lungo incontro su satanismo, esorcismi e fattucchiere grazie ai quali, ha spiegato il prete, molti raggiungerebbero il potere o conquisterebbero la persona amata". "La preside ci ha chiamati dicendo che una maestra era entrata in classe e aveva notato delle matite che si muovevano da sole – spiega invece Di Stefano – e ci ha chiesto consiglio su cosa fare. Così siamo andati a scuola e abbiamo parlato con le insegnanti e informato sui pericoli di questi riti satanici. Perché con il diavolo non si scherza". E don Catalano è ancora più duro: "Charlie è Satana e in questo modo si impossessa di questi ragazzi. È qualcosa che ha a che fare con il diabolico. Il demonio non aspetta altro che essere chiamato. Il problema non riguarda solo la scuola Telesio ma tantissime scuole di Reggio Calabria e oserei dire di tutta Italia».
Occorre spiegare il gioco chiamato Charlie Challenge.
Si prende un foglio e si divide in quattro quadranti. Su due quadranti si scrive un "Sì", sugli altri due un "No". Poi si prendono due matite e si sistemano al centro della griglia, una in orizzontale e l'altra sopra in verticale a formare una croce. A questo punto si invoca il fantasma di Charlie, un bambino che si sarebbe tolto la vita a soli 10 anni, e gli si fanno domande sul proprio futuro. Domande alle quali lui risponderà con un "Sì" o con "No" ruotando la matita sulle risposte nei quadranti, cosa che avviene facilmente considerando la posizione di equilibrio instabile di una matita sull'altra. Nient'altro che un gioco.
Non credo che l'articolo abbia bisogno di commenti; se questa è la scuola cui affidiamo figli e nipoti, non possiamo che aspettarci futuri creazionisti anziché darwinisti, e ignoranti portati a credere che le carenze della società in cui vivono siano attribuibili a iella o malocchio e non a politici, amministratori e in generale a persone incapaci di fare bene il proprio lavoro. Sarebbe bastato che, sia la maestra sia la preside conoscessero un minimo di nozioni di equilibrio dei corpi, e ricordassero i grandi salti che si ha la forza di fare quando si è giovani. I giovani sono curiosi e desiderano fare nuove esperienze. Proprio per questo si sentono affascinati da tutto ciò che non conoscono ed è inspiegabile, questo è il loro vigore.
La nostra società, sempre più composta da anziani, sembra invece invecchiare in un modo pessimo. Sembra trionfare la litigiosità e la paura di perdere il potere, altro che saggezza e pazienza!